domenica 24 aprile 2011

Il mondo che vorrei

Vorrei, un mondo in cui:
La gente parlasse sempre sottovoce.
Dove si saluta sempre con un sorriso e si dedica la massima attenzione al prossimo.
Dove la vita diviene una competizione alla solidarietà.
Un luogo in cui il denaro non serve, e chi ne ha lo distribuisce a tutti, solo per la gioia di donare.
Un posto dove ognuno si da da fare in ciò che più gli piace ed è felice di farlo.
Dove si può cambiare senza aver paura di ciò che verrà dopo, perchè il dopo è sempre una cosa esaltante.
Dove fare l'amore sia sempre bellissimo e privo di complicazioni.
Un posto dove sin da piccoli si impara che la felicità è nell'accontentarsi, non nel volere sempre di più.
Un luogo dove il premio è nel sapere non nell'avere.
Un luogo dove gli animali non vengono mangiati per festeggiare.
Dove i bimbi possano essere solo gioia per la vita e non strumenti per affari.
Un mondo dove non esista la disillusione e tutti si possa amare.
Un posto dove Dio cammini tra la gente, e si possa andare a trovarlo per scambiarci quattro chiacchere.

giovedì 21 aprile 2011

Pessimismo e fastidio...ma non solo

Vengo spesso indicato nelle migliori delle ipotesi come pessimista cronico.
Forse un pochino cinico, se cinico vuol dire guardare il mondo senza troppe illusioni.
Anche se devo confessare che mi trovo a ridere alla vita più di quanto non credevo fosse possibile.
Sarà che sta scorrendo sotto i miei piedi e man mano che si perdono i giorni, tutto appare più prezioso.
Parole, sensazioni, profumi...tutto cambia, in una continua evoluzione. Il mondo cambia e noi ci siamo sopra e lo stiamo vivendo, ognuno a modo proprio, ma siamo tutti noi protagonisti di questa vita, di questo tempo.

martedì 19 aprile 2011

Provocanti abbracci

Geometriche forme che disegnano le oniriche pulsione dei sensi.
Il potere della mente sul corpo.

Quando basterebbe riuscire a guardare le cose come semplicemente sono, per riportare tutto alla giusta misura.

Se Capisci una cosa nella sua interezza puoi capire ogni cosa. (Shunryu Suzuki).

Così vittime di noi stessi, ci perdiamo all'interno di stretti confini, dettati dalla ragione spesso di altri.

Potere alle parole che dominano il mondo.

Quando al denaro è dato il compito di decretare sentenza di morte.

Mi trovo a riflettere sull'ironia di questo progresso, in cui spendiamo risorse inimmaginabili per alimentare loro stesse.

Quando basterebbe imparare dai chi prima di noi non necessitava del viaggio per conoscere la vita, ma imparava dal germoglio il senso delle cose, e trovava in esso la volontà di progredire.

Ora veloci ci si meraviglia delle fiamme che incendiano la vita.

Ed in un abbraccio risiede lo sconosciuto ammontare di un pegno il cui valore mi è ignoto.

Ma morbido e sereno gli occhi della mente volano al ricordo.
Sereno e caldo momento di intima comprensione.

Dove le pulsioni del corpo non spaventano troppo il dominio della mente.
Dove la mente non riesce completamente a dominare il corpo.
Sacro equilibrio tra il divenire e l'essere.

venerdì 15 aprile 2011

Soli e stelle...

Sole.
Dall'etimologia greca, lo splendore in ambito letterario e poetico.
L'elevazione dell'essere umano dalle quotidiane miserie.
Mi sento ancorato a terra da futili necessità.
La clessidra con il suo incedere, pone uno sull'altro i granelli della mia esistenza, soffocandomi sotto il peso di me stesso.
Raggomitolato in un non esistere, in bilico tra:
l'essere e il divenire.
Il cogliere e il seminare.
Il morale e l'immorale.
Il sapere e l'ignorare.
Formica tra le formiche, mi muovo senza una guida, in una vita che meravigliosamente mi scorre davanti agli occhi, come fossi su di una carrozza del treno i cui paesaggi cambiano in continuazione, in un susseguirsi di fotogrammi colorati e luci.
Poi la vacanza finisce...
anche l'eclissi finisce
e persino gli Albatros sono costretti alla resa e tornano a camminare goffi sulla terra.
L'uomo riprende il suo atroce progredire nel perpetrare sorridendo, l'omicidio tra creature viventi e consimili.
Ignorando tutto ciò che direttamente non lo coinvolge.
Amiamo gli animali,... si sente dire,
poi cresciamo creature solo per il gusto di assaporarne dopo l'ennesimo inganno ed omicidio, le carni.
Non per necessità, ma per vizio, ci vestiamo di cadaveri e ci vantiamo del valore di quelle vite strappate per vanità.
Mi nutro di carne, non ne vado fiero, riconosco la mia crudeltà.
Miserevole tra le creature, blasfemo solo per la sua esistenza, l'uomo avanza con il proprio libero arbitrio verso l'ennesima estinzione.
Sicuramente non senza lasciare traccia della propria arroganza in questo tempo.

martedì 12 aprile 2011

Esistenza e le sue complicazioni.

Si apprezzano le cose, nell'istante in cui ci si rende conto di averle perdute.
Un concetto applicabile credo a qualsiasi campo dell'esistenza.
La semplicità è rendere comprensibili concetti articolati ed ermetici.
Già...Ermete, mito e leggenda, di un singolo uomo il cui pensiero ancora oggi scolpisce la pietra grezza.
Osservo il mondo dal mio tombino, sempre più consapevole della mia nullità.
Non mi è dato di comprende nulla, che non sia sfiorare la forma, senza riuscire ad affondare nella sostanza.
Come un otturatore di una macchina fotografica aperto nella notte, i fari delle auto, lasciano strisce rosse sulla pellicola, così lo scorrere del tempo, segna indelebilmente il mio agire, ma tutti i volti di quelle auto mi sfuggono e si fondono gli uni su gli altri e mi perdo nel cercare di comprendere cosa sia giusto e sbagliato, in un eterno rincorrere ciò che credo di essere...perdendo magari qualche cosa di unico, semplicemente legato all'attimo di esistere.

martedì 5 aprile 2011

Angelo caduto...

Cosa potrebbe accadere se un demone abbracciasse un angelo?
Quali sarebbero le loro conversazioni?
Le passioni?
Il basso ventre come moneta di scambio per la ragione?! Oppure un semplice appannaggio ad affrontare il salto nel vuoto.
A cosa servono le ali ad un demone, se non ci sono cieli da solcare.
La fede in una resurrezione mi fa sorridere. Eppure chi crede nonostante tutto quello che ci circonda, mi spaventa.
Uomini persi nella loro follia quotidiana, estenuante lotta al vivere.
Se qualcuno sta contando le anime corrotte...ho come la sensazione che la squadra dei bianchi stia perdendo.
Un progetto andato male?
Eppure una ragion d'essere deve esistere, tutto non può arrestarsi alla ragion d'avere.

domenica 20 marzo 2011

Le Luci del teatro.

Indossiamo la nostra maschera preferita ed interpretiamo il nostro personaggio.
Al contrario della vita il palcoscenico si anima allo spegnersi delle luci.
O forse come nella vita la sostanza appare al tramonto dell'esistenza, beffarda la vita ci dona l'assaggio della sublime esistenza solamente quando il tempo è finito.
Prigionieri di noi stessi, cerchiamo la chiave delle stesse catene che ci siamo imposti.
E una volta liberi, cerchiamo disperatamente di rientrare nelle nostre stesse prigioni, rimbalzando da un vizio all'altro senza ragione.

venerdì 11 marzo 2011

Salviamoci...perchè?


Riprogettare l'esistenza.
Progetti.
Pianificazioni, tutte valide idee per affrontare l'incertezza dei giorni a venire.
Il dialogo come strumento per presentare noi stessi, serenamente noi.
Poi la fatalità, indotta da un'esistenza di ricerca, scioglie i matafioni per prendere il largo, ancora una volta in quel ciel sereno che tutto offre forchè certezza.

giovedì 3 marzo 2011

Partenze e..




Partenze...non finiscono mai.
C'e' sempre una buona ragione per partire, il punto di domanda è se partire è davvero il viaggio che si vuole intraprendere.
Restare può essere di gran lunga più avventuroso.
Andare può anche portare a lasciare qualche cosa indietro...
Non andare, lascia il rimpianto.
Restare il rimorso.
Un viaggio, la vita.
Dove chi va, lascia sempre qualche cosa agli altri e perde per se stesso.
Spesso a noi rimangono le orme percorse da altri, resta a noi il compito di sfruttare quei passi per allungare il percorso.

sabato 19 febbraio 2011

Tributo Di Benigni all'Italia

Mattina presto.


Svegliarsi e trovarsi abbracciati dal sole, dopo la pioggia, dona davvero una piacevole sensazione.
Lo sguardo riesce ad andare lontano sino a sfiorare l'orizzonte.
Ci si stringe a se, l'aria è ancora vittima dell'oscurità, ma si percepisce la vita che in essa rapidamente prende forma.
Il peso di ciò che è stato lascia il posto all'ottimismo di ciò che sarà.
Un sospiro a pieni polmoni e un sorriso sul volto, testimoniano la gioia, spesso dimenticata, nell'apprezzare le fortune che si hanno.
Basta uno sguardo veloce a ciò che sta dietro alla porta, per ricordarsi immediatamente quali siano i veri dolori dell'esistenza, ai quali nessuno può realmente sottrarsi.
Ma oggi è una giornata di sole, e splende per tutti...almeno innanzi ai miei occhi.

Credere in qualche cosa di puro.

Vorrei saper credere in qualche cosa di puro.
Immacolato e semplice.
Credere in qualche cosa che nonostante il tempo, possa immutare nella sua limpidezza.
Mi sento fragile nelle mille perturbazioni dell'animo umano.
Imperi di uomini caduti sotto le inguirie delle passioni, dell'inganno fatto a loro stessi nell'ipocrisia del loro tempo.
Uomini soli, in cerca di un sentiero da percorrere.
Cerco il filo di arianna nei miei pensieri, alla ricerca delle dogmatiche e dei limiti, pronto a minare a suon di ragione.
Pur avando chiara la meta a volte il percorso appare irto di insidie.
Difficile accettare la caduta, e a volte il sapersi rialzare non basta.
Illusione di un tempo che non mi regala nessuno spazio, mi soffoca nel mio esistere.
Cerco la pace nel malestrom di un'esistenza a metà, in eterna attesa.
Prendo consapevolezza delle mie debolezze, soccombo ad esse, con la speranza di trovar la giusta misura.
Duro con me stesso, pretendo di poter volare quando le ali son quelle di un pollo.
Mediocre nell'esistere.
Osservo i miei stessi inganni. Probabili spettri di altre vite, di altri uomini, di altre famiglie.
Imparare a credere a qualche cosa che non sia destinata alla dissolvenza.
Imparare da un sorriso di affetto.
Vivere un sole senza ombre.
Ultimamente vorrei vivere di riflesso ed imparare da ciò che non sono ancora capace di essere.

domenica 13 febbraio 2011

Manifesto Hacker

Written on January 8, 1986
- The Mentor -

Manifesto Hacker

Ho letto i vostri giornali. Anche oggi avete pubblicato la solita notizia. "Ragazzo arrestato per crimine informatico"
"Hacker arrestato dopo essersi infiltrato in una banca" E infine oggi in cronaca:

"Pirata informatico sfugge alla cattura."
Dannati ragazzini. Sono tutti uguali.

Ma voi, con la vostra psicologia da due soldi e il vostro tecno-cervello da anni 50, avete mai guardato dietro agli occhi di un Hacker? Non vi siete mai chiesti cosa abbia fatto nascere la sua passione?

Quale forza lo abbia creato, cosa può averlo forgiato? Io sono un Hacker, entrate nel mio mondo, se potete.

Il mio è un mondo che inizia con la scuola... Sono più sveglio di molti altri ragazzi, quello che ci insegnano mi annoia.
Come quando leggi un romanzo a puntate, e ogni volta arrivi alla fine della puntata e capisci che neanche lì ti è stato detto quello che volevi sapere, e dovrai aspettare ancora chissà quanto prima della prossima lezione.

Dannato bambino. Non vuole andare a scuola. Sono tutti uguali.

Credo di essere alle medie. So che ho ascoltato l'insegnante spiegare per quindici volte come ridurre una frazione. L'ho capito, maledizione. La brutta ? Quale brutta ? Per una stupidaggine del genere ? No, professoressa Lazzarini, non ho la brutta. L'ho fatto a mente.

Dannato ragazzino. Probabilmente lo ha copiato. Sono tutti uguali.

Ma oggi ho fatto una scoperta. Tornato a casa, sul mio tavolo, ho trovato un computer. Me l'ha comprato il mio babbo. Grande babbo! Lui mi aspetta a casa e mi spiega un mucchio di cose, sempre. Mi legge brani dell' enciclopedia, mi mostra illustrazioni dei libri di scienze. E sorride quando la gente pensa che stia sprecando fiato, che io non lo ascolti o non lo capisca. Possiamo stare insieme solo poche ore, tu torni alle 5, io alle 9 sono a letto. Ma aspetto questo momento con gioia.

E oggi mi hai portato un computer. Aspetta un momento, questo è incredibile! Fa esattamente quello che voglio. Se commetto un errore, è perchè io ho sbagliato, non perchè io non gli piaccio... O perchè si senta minacciato da me... O perchè pensa che io sia un coglione... O perchè non gli piace insegnare e vorrebbe essere da un'altra parte...

Dannato bambino. Tutto quello che fa è giocare. Sono tutti uguali.

Ma tu no, vero ? Tu non me lo dicevi mai. Forse perchè le cose che sapevi (sapevi tutto; come diavolo facevi ?) non le avevi studiate a scuola, ma le avevi imparate da solo. Anche tu giocavi con le cose. Giocavi assieme a me, e mi insegnavi. Non avevi mai studiato il latino, ma sapevi perfettamente cosa vuol dire "ludendo docere", vero ? E poi un giorno non ti vidi più. Mia madre scomparve dalla mia vita, offuscata dal dolore. Cercavamo di sostenerci a vicenda, e per farlo ci allontanavamo. Rimasi solo.

Solo, in un mondo dove tutti i ragazzini sono uguali. Dannati ragazzini.

Poi successe una cosa... una porta si aprì per la mia mente... correndo attraverso le linee telefoniche, un impulso elettronico viaggiò attraverso una realtà parallela, una nuova frontiera inesplorata, un rifugio dagli incompetenti di ogni giorno. Una tastiera e un accoppiatore acustico come il carro che trasportava il pioniere. Una tastiera e un accoppiatore acustico per rinascere a una vita nuova nel mondo digitale. Morì il signor S.S., nacque Raistlin.

"Questo è...questo è il luogo a cui appartengo..." Io conosco tutti qui...non ci siamo mai incontrati, non abbiamo mai parlato faccia a faccia, non ho mai ascoltato le loro voci...però conosco tutti. Capisco tutti. Parlate un linguaggio che mi è noto. Provate un sentimento che mi è noto. Amici, fratelli, compagni.

Dannato studentello. Si è allacciato nuovamente alla linea telefonica. Sono tutti uguali.

Sapete una cosa? Ci potete scommettere il culoo che siamo tutti uguali! A scuola ci avete nutriti con cibo da bambini mentre avremmo desiderato una bistecca, ci avete dato pezzi di cibo già masticati e privi di sapore, invece di insegnarci quello che ci serviva per procurarcene di nuovi. Siamo stati di volta in volta ammansiti da sdolcinati, dominati da sadici o ignorati dagli indifferenti. I pochi che avevano qualcosa da insegnarci trovavano in noi volenterosi allievi, ma queste persone sono come gocce d'acqua nel deserto. Dove sei scomparso, babbo? Perchè?

Dannato ragazzino. Sempre a trafficare con quella trappola, e a consumare scatti. Sono tutti uguali. Guarda che bolletta.

Adesso questo è il nostro mondo... il mondo dell'elettrone e dello switch, la bellezza del baud. Noi eravamo pronti ad esso, ed è inutile che proviate a confonderci e chiamarlo vostro, ad appropriarvene, a ingozzarvi di cose che vi saranno indigeste. Guardatevi, usate il web come uno spot televisivo, per vendere mortadelle. Siete ridicoli. Noi siamo nati nel cibermondo, siamo suoi fratelli di sangue, abbiamo giurato i suoi patti, respirato i suoi ritmi, abbiamo succhiato i suoi impulsi al posto del latte che non ci avete dato, compreso le sue arti in luogo di quelle che non ci avete spiegato, appreso la sua morale in luogo di quella che ci avete insegnato a parole, infrangendola quando vi faceva comodo, con la scusa che noi siamo ragazzini, tutti uguali, non sappiamo come funziona il mondo.

E ora noi sappiamo vivere in esso, ci è più intimo di un fratello, noi vediamo le sue vere potenzialità. Se fosse per noi (se fosse per lui, anche: ha una sua personalità, un organismo quasi vivente, palpitante) esso non costerebbe nulla; ma purtroppo è alimentato solo da approfittatori ingordi. Ed è solo perchè ci rifiutiamo di assecondare la vostra smania di assimilarlo nella vostra mentalità capace soltanto di fare soldi da qualsiasi cosa (ringrazio tutte le divinità per avervi impedito di trovare un modo di fare soldi anche sull'aria, che nonostante tutto e con disgusto debbo continuare a condividere con voi) che voi ci chiamate criminali ?

Noi esploriamo...e ci chiamate criminali. Nel kernel di fortezze di silicio cerchiamo la verità che vorreste negarci, e ci chiamate criminali. Noi esistiamo, senza colore di pelle, nazionalità, credi religiosi, e ci chiamate criminali. Noi non ci tradiamo l'un l'altro (cosa che voi non credo potreste mai capire), e ci chiamate complici, rete di criminali. Ma sopratutto, noi cerchiamo conoscenza... ed è per questo, diciamoci la verità, che ci chiamate criminali. Vi dirò una cosa che vi spaventerà: non è la prima volta che mi succede. E so già che la vostra è una battaglia destinata alla sconfitta. Chi comprende il nemico, chi governa il suo cuore, vincerà cento battaglie senza subire sconfitta. Sun-Tzu,
"Ping-Fa", duemilaseicento anni fa. Noi abbiamo compreso il vostro nulla. Voi non potete nemmeno capire quello che proviamo.

Guardatevi. Avete paura di noi. Mobilitate risorse enormi per prenderci. Come re Dario a Gaugamela, trecentomila uomini, carri falcati, elefanti, contro i cinquantamila macedoni di Alessandro. Ma noi scommettiamo, come lui, sul fatto che più difese ammassate, meno le comprendete, meno siete in grado di usarle. Capiamo che, se cercate di fermarci con tutti i mezzi, vi stiamo facendo paura, e proprio per questo abbiamo già vinto il nostro duello con voi. Noi siamo come i ninja di Koga, come fantasmi che passano attraverso i muri che costruite. Ombre che si muovono nel ciberspazio, ignorando i regolamenti assurdi che vorreste dettare.

Costruite pure bombe atomiche, poi smantellatele e infilateci i rimasugli nei denti; finanziate pure le vostre immonde guerre, dipingendo le insegne dell'ONU sotto le bombe. Uccidete, ingannate e mentite, come fate da sempre, come fate sempre meglio, e cercate di farci credere che lo fate per il nostro bene; e cercate di convincerci che ammazzare sempre meglio è il progresso. Così arriviamo al paradosso che un uomo delle caverne se ammazzava un suo simile, si riteneva un assassino; la Nestlè uccide ogni anno qualche milione di bambini sudafricani con le sue polverine biancastre di origine ignota, e si ritiene una moderna multinazionale. Voi tenete il dito sul pulsante che potrebbe cancellare mille volte la terra, e vi ritenete saggi. E in tutto questo, ovviamente, i criminali da perseguire siamo noi.

Vi dirò una cosa, un messaggio antico, che vi recapito sfruttando questa tecnologia che conosco meglio di voi che la controllate (ma potete davvero controllarla ? Siete sicuri di possedere la saggezza antica che vi serve per farlo ?). Noi crediamo fermamente, come una fede, che la verità non possa essere oggetto di restrizioni legali. Se mettete fuorilegge la verità, allora saranno i fuorilegge ad avere la verità. E noi, infatti, siamo criminali. Ma il giorno in cui qualcuno di voi deciderà di tagliar fuori la gente dalle informazioni, indovina un po' chi sarà a combattere la battaglia per rendergliele? E indovina un po' chi vincerà quella battaglia? Intendiamoci, io non sono un eroe, e non ci tengo ad esserlo.

Eroe è chi incarna gli ideali della società. Ma finchè l'ideale sarà quello dell'ignoranza, dell'apparire contrapposto al sapere, io seguirò l'anti-ideale. Io resterò un antieroe, sono e resto soltanto un criminale. Il mio crimine è la mia curiosità. Il mio crimine è desiderare di sapere quello che voi non vorreste dire, desiderare di sapere tutto ciò che la mia natura di essere umano mi dà il pieno "e inalienabile diritto di conoscere". Lo avete scritto voi, una cinquantina di anni fa. Ma ve ne siete dimenticati, vero? Però non vi dimenticate di perseguire il mio crimine.

Vi racconterò una storia: la moglie dell'arcivescovo di Worcester, dopo aver ascoltato Darwin enunciare le sue teorie, esclamò "L'uomo discende dalla scimmia? Mio Dio! Speriamo che non sia vero... o per lo meno, che non si sappia in giro". Diciamo che la voce è circolata. Appena appena.Sappiate che di quello che state facendo, nulla resterà nascosto. La verità sarà sempre rivelata.

Questo è, e sarà, il mio compito, il nostro compito, negli anni a venire.

Questo è stato il mio compito, in lunghi secoli passati. Io sono mortale, ma la lotta per la verità è eterna. Io sono la sua incarnazione qui, e oggi. Io sono un Hacker, e questo è il mio manifesto. Potete anche fermare me (potete provarci, almeno), ma non potete fermarci tutti... dopo tutto, siamo tutti uguali, no?

sabato 12 febbraio 2011

Veleno nell'anima.


Ingoio un'altra pillola di veleno.
A volte, anche per qualche lungo periodo, dimentico il colore nero della mia anima.
Come un sacco pieno di serpi gettato in un angolo, in attesa che qualche avido curioso, affondi il braccio dentro in cerca di fortuna.
Così la mia anima, attende me stesso.
Perchè?
Mi ero dimenticato di quale fosse il potere della mancanza.
Immunizzato al dolore.
Non curante di ciò che non appartiene.
Oggi il sacco si è rotto e le serpi vagano libere dentro me, azzannando furiose, vendiche della loro prigionia.
Un ennesimo prezzo da pagare...ben poca cosa.
Ma pur sempre un meritato dazio.
Un abbraccio, ha davvero il potere di dissipare il dolore?
Panacea a questo dolore di solitudine?
Oppure un altro inganno della mente, soggiogata da una chimica in disequilibrio.
Quale che sia la verità che cerchiamo, barcolliamo come ubriachi in questa via.
Ciechi gli uni per gli altri, in un delirio di esistenza.

mercoledì 2 febbraio 2011

Storiella...

Una famiglia d'altri tempi costretta dalle necessità, decide di spostarsi alla ricerca di un posto dove poter stare.
Una famiglia semplice, composta da due genitori, un figlio e un mulo.
Partirono per il loro viaggio...
Vedendo il loro figlio stanco, lo adagiarono sul dorso del mulo e imboccano la strada del primo paese...
All'arrivo le loro orecchie raccolsero parole di rimprovero..
"Guarda che genitori scellerati, viziare così un bambino, loro a piedi e il bambino a burlarsi di loro dal dorso del mulo"
...
Passarono oltre... E raggiunsero un secondo villaggio..
Memori del primo, decisero di salire in groppa al mulo i genitori e lasciare il figlio a terra...
Ma ancora parole di rimprovero giunsero alle loro orecchie...
" Ma guarda che genitori scellerati, loro a godersela sul dorso del mulo, e quel povero figlio a camminare nella polvere"
Ancora passarono oltre...
Incontrato l'ennesimo villaggio,e memori dei precedenti, decisero di tirare in sella anche il bambino...
Ma ancora parole di rimprovero giunsero alle loro orecchie...
"Che disgraziati, guarda quel povero mulo, schiacciato sotto il peso di un intera famiglia..."
Passarono oltre, decisi a raggiungere un luogo di pace...
Incontrarono l'ennesimo villaggio lungo il loro cammino, decisi questa volta a non ricevere rimbrotti, scesero dal mulo tutti e camminarono in mezzo al sentiero, sicuri della loro scelta...
Ma ancora una volta arrivarono rimproveri...
" Guarda che stupidi, un mulo a disposizione e camminano tutti a piedi"
Passarono oltre...

Morale: Ho smesso di prestare attenzione a chi mi rimprovera, senza conoscere nulla o poco più di me, ci sarà sempre chi avrà da ridire su una scelta, ma gli unici giudici accreditati siamo noi stessi per noi stessi, il resto conta poco o nulla.

martedì 1 febbraio 2011

Un passo in avanti..

Un comico eccellente,il cui monologo impartisce una lezione, non solo di metrica...il senso? Forse ogniuno di noi potrà trovarne uno differente.

lunedì 31 gennaio 2011

Gregario o solitario?


Mi pongo delle domande. Nulla di nuovo, neppure riguardo ai soggetti.
Sempre i soliti:
Il tempo, gli esistenzialismi, la crescita e bla bla...
Ciò che in questo istante ha attraversato la mia mente è una domanda fondamentale...almeno in questo istante.
Sarò davvero capace di capire?
Oppure crerò frustrazioni da dover combattere?
Sarò tanto intelligente da sapermi adattare?
Riuscirò ad accettare ciò che verrà gettato sul mio cammino?
In solitudine tutto è semplice.
Piovono meteore, basta un passo per scansarsi e proseguire.
Ma in un ottica differente? Quanti devono essere i passi? Quanta forza ci vuole?
Perchè non ho la forza di abbandonarmi?
Dormo con un occhio aperto, vigile su ciò che accade attorno a me.
Eppure, basterebbe credere...ma manca il soggetto.
La mente vola agli errori commessi da altri, inevitabile esperienza che se ragionata, innesca cambiamenti sotto pelle, impercettibili ai più, ma radicali in noi stessi. Una scabbia per cui non vi è alcuna cura.
Ti mangia da dentro...lasciando cenere delle buone intenzioni.
Eppure a volte una parola gentile, un sorriso basta a placare le belve che si agitano nella mente. Pronte a divorare ciò che è lontano dal primo passo.

Verità! Davvero da cercare?


Quanti messaggi, quanta indignazione!
Finita quella che rimane?
Dopo?
Poi?
E adesso?
Fa comodo farsi la doccia con l'acqua calda?
Prendere la macchina?
Chiamare amici e parenti con un telefonino?
Guardare la tv?
Giocare con il computer?
Facebook?
Fare compere?
Cambiarsi di abito, e magari anche seguire le mode del momento!
Tutto questo ha un prezzo. Oppure pensavate che vi fosse dovuto?
Solo che il prezzo non lo stiamo pagando noi, o almeno la maggior parte di noi.
Siamo solo molto bravi a scrollarci di dosso la colpa, per non vedere ciò che è sotto gli occhi di tutti.
Non ci sono eroi.
Sono tutti morti, e da un sacco di tempo anche.
Wikileaks, solo un altro modo per fare soldi, sulla schiena di altri.
Almeno cerchiamo di non essere esageratamente ipocriti, e guardiamo la gente morire con il sorriso, ringraziando perchè grazie a loro, noi ci possiamo continuare a godere la nostra bella vacanza.

domenica 30 gennaio 2011

Domande senza risposta


Quando l'illusione di possedere diventa una convinzione, allora si percepisce la mancanza.
Possesso, perdita, paura.
Un trinomio che nel mio tempo, sta diventando sempre più marcato.
Soli, non si rischia di perdere nulla...
Rimettersi in gioco con qualcuno, intrecciare amorevolmente le dita in una stretta di mano, pericolosamente porta a desiderare maggior controllo sugli eventi.
E questo genera timori...Accettare la perdita, lasciare libera la mente e vivere il tempo nel suo incessante evolvere, appare come il cartello per un sentiero impervio di montagna.
Mi sorprendo sempre nel saggiare con mano, come tutto possa stravolgersi in un solo istante.

venerdì 28 gennaio 2011

Dialogo sull'amore

Viene facile immaginare l'epilogo di un amore.
Eppure tutti si è dimentichi a fronte di come sia iniziato il calvario.
Non mi riferisco agli eventi più o meno fortuiti di un incontro.
Per quelli si dovrebbe interpellare la sorte, già spinosa questione di per se.
Ma alle sensazioni, a quella meraviglia di cui ogni essere con un minimo di follia, brama almeno una volta di incorrere.
Quello stato d'animo di cui resta velata memoria, una sensazione che nei ricordi si mescola una nausea mielosa ad insensati sorrisi.
Ma per chi è giunto all'epilogo, lo scotto da pagare è troppo alto per mettersi ancora una volta seduto sulla giostra del destino.
Ma si sa, le cose accadono e noi siamo uomini.
Siamo solo uomini. Null'altro che uomini.
Il tempo è il nostro padrone, un giogo al quale tutte le schiene finiscono piegate...o peggio annientate.
Ciò che ci resta è l'imperfezione di uno spirito in tormenta, il quale faticosamente annaspa nella comprensione di eventi che si profilano sempre troppo veloci.
Ed ogni passo ci lascia inebetiti a fronte di quello precedente.
Mi perdo nel comprendere il mio cammino, trovando conforto nell'immediato presente.
Impossibile immortalare il presente...sarebbe bello poterlo fare, per potersi ricordare le ragioni del viaggio e non solo il dolore delle ferite.
Ma il destino sempre più spesso si burla di noi...e nulla possiamo se non soggiacere alla verga e al bastone.

Donne intelligenti...


Oggi un amico, mi ha fatto leggere il contenuto di una email che gli era stata inviata...Ho pensato che fosse gradevole dividerne con voi il contenuto, stravolgendo un poco i toni...
Dedicato alle Donne Intelligenti
Anche se non pratica della navigazione su lago, la moglie decide di prendere ugualmente la piccola imbarcazione del marito per ritagliarsi qualche ora di meritato riposo.
Accende il motore, percorre nelle acque placide del lago un breve tratto, getta l'ancora e prende a leggere un libro.
Da li a poco un imbarcazione della guardia forestale su lago le si accosta.
Il personale in divisa la richiama:
- Buongiorno signora, che sta facendo?
- Sto leggendo un libro, risponde lei (pensando tra se, "non è forse ovvio?!")
- Lei si trova in un area di pesca vietata. Aggiunge la guardia.
- Mi dispiace agente, ma non sto pescando. Solamente leggendo.
- Si signora, ma con se lei ha tutta l'attrezzatura per pescare. per quanto ne so lei potrebbe incominciare in ogni istante. Devo chiederle di seguirmi per fare rapporto.
- Se lo fa, risponde lei, dovrò denunciarla per molestia sessuale.
- Ma se non mi sono neppure avvicinato! Risponde l'agente sconcertato.
- Già è vero! Ma Anche lei possiede tutta l'attrezzatura e potrebbe incominciare in qualsiasi momento!
- Le auguro una buona giornata, annunciò la guardia prendendo il largo.
Morale: Prestare attenzione alle donne che leggono, potrebbero anche saper pensare!
- trovo che sia sempre più divertente essere impopolare!

giovedì 27 gennaio 2011

Animali e distruzione...



Nuova frontiera. Farcire di tritolo un cane a mandarlo a fare ancora una volta quello che gli uomini non trovano la strada per riuscire.
Ingannandoli ancora una volta, illudendoli di un amore, loro corrono felici di compiacere un padrone spietato, andando a raggiungere un oblio al quale i testi sacri non fanno menzione.
Dissacrati nello spirito.
Igannati da chi finge di prendersene cura.
Utilizzati ancora una volta come strumenti...di dolore. Non paghi del dolore che riusciamo a causarea noi stessi, ci adoperiamo a impestare anche altre creature.
Non guardiamo solo al dilà del fortino, siamo bravissimi a far controllare tratti di mare inflazionati di mine a deliziosi tursiopi...con il sorriso dipinto sul volto.

domenica 23 gennaio 2011

Lotte?


Cosa vedo in questa immagine?
Un guerra tra poveri.
Da una parte ragazzi illusi di combattere una guerra.
Dall'altra padri di famiglia stipendiati, con tanta voglia di finire la giornata e dimenticarsi di tutto.
Ideali? Una volta forse.
Oggi chi è disposto a fare rinunce in virtù degli Ideali?
Usiamo la macchina.
Mangiamo Carne.
Abbiamo computer e telefonino.
Corrente elettrica in casa.
Apriamo un rubinetto ed esce acqua potabile.
Forse dovremmo riflettere tutti su quali siano le reali guerre da combattere.

sabato 22 gennaio 2011

Trascorrere del tempo


La percezione del tempo.
Relatività:
Consideriamo un treno che viaggia a 100 km/h e consideriamo un passeggero che sta risalendo dalla coda verso la testa a passo normale. Per il controllore del treno, quel passeggero si muove alla velocità di 5 km/h. Ma il casellante di un passaggio a livello che lo osserva da terra lo vede muoversi a 105 km/h. E’ chiaro che a tutti la velocità del passeggero dipende dal moto dell’osservatore.
Ora non so bene come questa importante riflessione targata Einstein possa tornarmi utile, ma di sicuro, il percepire del trascorrere del tempo è relativo...

venerdì 21 gennaio 2011

Quanto può essere libero un pensiero?


Quanto può essere libero un pensiero, tra leggi scritte e tramandate?
Quanto sono lontani i confini?
Religione e politica! Sono davvero argomenti di discussione?
Fingiamo di andare d'accordo?
Non lo voglio sapere, anzi non voglio proprio sapere.
Accumulare informazioni, come per aspettare il momento in cui tutto assumerà un senso.
Un'esistenza fatta di attimi.
Ecco cosa rimane di quello che è stato.
Che sarà di quanto accumulato così indiligentemente?
Temo andrà perduto!Poco male qualcun altro saprà fare di meglio.

Tutto quello che conosco sulle donne...


Giusto mezzo.
La ricerca di una misura, a quale regolo affidare il proprio agire?
Perchè mai agire?
Mi domando se non fosse meglio dimenticare. Passare oltre tirando un altro sospiro e proseguire questo cammino verso il nulla.
Oggi i profumi sono meno intensi, le voci meno squillanti. L'inquietudine prende forma dentro di me, si agita come una belva a riposo, in un sonno agitato.
Sarebbe meglio passare oltre...dimenticare.
Ma un piccolo suono richiama la mia attenzione, un morso allo stomaco, e dimentico ciò che avrei dovuto dimenticare.
Sorrido nel mio torpore, augurandomi di poter godere quanto più possibile di questo stato di grazia.

Adorabili incontri.


Non puoi mai davvero esser sicuro di ciò che ti accadrà da li a poco...

giovedì 20 gennaio 2011

Pieghe del tempo...


Le flessioni del tempo cominciano ad incuriosirmi seriamente.
Percepisco il fluire del tempo come se fossi un acaro su di una coperta mal arrotolata, per quanto mi sforzi di percepire un senso al mio vagare non manco un passo senza ritrovarmi sotto sopra!
Rivoltato come un calzino, da emozioni legate al dubbio e alla voglia di vivere e rivivere, avanzo oramai a tentoni, cieco alla vista, affidandomi a l'unica cosa che ancora non mi ha abbandonato...forse tradito, ma mai abbandonato.

venerdì 14 gennaio 2011

Crescere nel 2011




Oggi sono andato a fare la spesa...
Ho preso la Mia macchina, e mi sono diretto ad una struttura lussuosa, piena di luci, colori, musica e calore, tranne nel reparto frighi, che si gela per i cinquanta congelatori aperti che pompano freddo ed energia inutilmente...poi i saccenti disquisiscono su i led accesi dei televisori, dotare i frighi di PORTE per risparmiare quantità abnormi di energia sarebbe così assurdo?
Prendo un Carrello, nuovo fiammante, in una casupola in plastica e alluminio degna di un bungalow estivo, mi dirigo con passo incerto verso porte elettroniche, invogliano ad entrare.
Personale ben vestito accoglie il mio sguardo perplesso, i miei occhi non sono nel presente.
Per un attimo la mia mente è volata a posti lontani... di fronte a me almeno cento tipi di formaggi differenti, penso a chi di formaggio non ne ha mai neppure sentito parlare.
Sento discutere di quale Tipo di acqua prendere, decine di "qualità" differenti...ma quanta acqua ci sarà al mondo?
Carne, Pane, Pasta, Verdura, quantità enormi di prodotti alimentarti stivati come se domani il mondo dovesse precipitare, tutto mi appare così assurdo.
Per un attimo sono stato confuso, poi ho estratto la mia carta di credito e sono tornato a casa.

giovedì 13 gennaio 2011

Sfumature dei progetti...


Nonostante l'intelletto provi a superare le miserie umane, ci si ritrova a fare strani e con buone probabilità, inutili progetti, dandomi sempre più la sensazione di rassomigliare a un fantomatico "pinguino di montagna", così come un'evoluzione lo ha privato di ali, confinandolo in una terra ostile, così anche in noi qualche cosa ci rammenta le meraviglie del volo, ma un'evoluzione bizzarra ci concede di poter grufolare nella miseria di questo tempo.
Progetto immaginando un volo radente sugli ostacoli del tempo, ben sapendo che l'ologramma di un'esistenza è solamente vincolata ai mille specchi posti sul cammino.

lunedì 10 gennaio 2011

Il limite dei limiti


Confortati dei nostri recinti, impazienti come belve imprigionate, i nostri spiriti percorrono sentieri circolari, ben attenti a non incorrere nei confini elettrificati dei nostri stessi limiti.
Non provo nessuna vergogna nell'avere dei limiti, tutti noi ne abbiamo...
La miseria sta nel non affrontarli, lasciandoci sconfiggere, arrendevoli ad un destino già scritto, rinunciando a priori di percorrere sentieri nuovi.
Facendoci sopraffarre dall'insicurezza, pavidi a fornte di una vita ancora da vivere.
A volte bisognerebbe imparare ad affidarci per meglio scansare le fatiche inutili, ma questa rimane tutta un'altra storia.

Pudicizia e nudità...


Foto di Gabriele Dicon.
Mi muovo per lo spazio, incontro forme e creature. Ancora oggi affascinato da immagini e colori.
Creazioni dell'uomo date da imponenti strutture che sopravvivono agli uomini, inesorbilmente scalfite dal tempo, mi meraviglio per l'empio estro e la perizia.
Ma nulla in confronto alle forme in continua evoluzione dell'essere umano, soggetti dalle mille sfaccettature e agli infiniti dettagli. Mi meraviglio difronte a chi non vede ciò che ai miei occhi appare cristallino, la bellezza.
Le morbide curve, i dettagli sinuosi, il proibito che annuncia la sua verità.
Donne in questo pericolosamente simbolo della seduzione, splendide creature capaci di ammaliare con un semplice canto.

sabato 8 gennaio 2011

Giorni migliori di altri...


Come recita la didascalia di questa foto, alcuni giorni incominciano meglio di altri...
Serenamente sorrido al pensiero dei giorni a venire, pur riconoscendo la pericolosità del viaggio.
Si viaggia sempre nella direzione su cui si posa lo sguardo...serenità è un bel posto dove arrivare.

Desiderare...


Viviamo in una società davvero corrotta.
Sommiamo regole su regole, affidandoci sempre meno all'istruzione e al buonsenso.
Non impariamo nulla...eseguiamo.
Si desidera quello che desiderano tutti! Perdiamo la volontà a favore di quella di altri, ci lasciamo dominare dai costumi, dal linguaggio, dalla forma, dimenticando i contenuti.
Conosciamo tutti il significato di playstation...ma molto pochi sanno come purificare dell'acqua.

L'uomo e i suoi metodi...


Cina...la didascalia di questa foto recitava:
Si spera di salvare il braccio di questo ex detenuto, le cui catene sono compenetrate nella carne.
Non sono un buonista, tantomeno un cinico...ma ancora mi sorprendo di quanto macabra e vergognosa potrà apparire la nostra storia.

venerdì 7 gennaio 2011

Vivere pericolosamente.


A volte, lo svegliarsi non dipende da noi.
Vivere in un eterno dormiveglia, cullati da un tempo che smette di appartenerci...
Poi qualche cosa accade...
E improvvisamente ciò che non-eravamo smette di esistere.
...forse semplicemente per ripiombare in un altro sogno...

giovedì 6 gennaio 2011

A volte capita.....




mercoledì 5 gennaio 2011

Volare per finire un sogno...


... la tua mente sa che può per poco dimenticare, tra fresche lenuzuola, coperte calde, sicura tra confortevoli mura domestiche...
Si chiudono gli occhi, l'onirico affiora timido, con mani da gigante...afferra il bordo della ringhiera del balcone, unghie affilate affondano nel metallo...un balzo e il timido gigante è alla finestra.
Ci guarda con occhi sgranati, sorpresi, osserva le creature per quello che sono...alcune splendide altre orribili, non ci sono orpelli o carne a coprire la vera essenza di ogniuno di noi.
Il gigante silenzioso attraversa il vetro e il metallo, incuriosito da ciò che ha davanti, minuscole creature, abbandonate dei loro sensi.
Poi qualche cosa cambia...il gigante avvicina il suo orecchio alla bocca socchiusa dell'essere umano privato delle proprie membra.
Un sussurro, parole appena pronunciate, mosse dalla memoria, ma non dei fatti...ma dalle sensazioni.
Impietosito il gigante da tanta impotenza, decide di affondare i propri artigli in quella miserevole mente cercando di trovar il bandolo della matassa, per poter così aiutare l'uomo a districarsi dai propri pensieri....
Poi...il vuoto sotto i nostri piedi...
E ci troviamo a guardare sorpresi noi stessi...mentre il nostro cuore ancora batte forte.
....

Donne al volante....


Sempre più spesso adoro essere impopolare!
Però questa immagine con il suo commento " Incontro annuale tra donne Guidatrici" ...a me personalmente ha fatto ridere !

martedì 4 gennaio 2011

Un strada...


La paura.
Un concetto che si assimila spesso alla prudenza, e non a torto.
Ci si butta...e sempre più spesso la prudenza ci salvaguarda dal rovinare a terra.
Ora tutto spaventa, ferisce e ci induce alla prudenza...ma al dilà del mare cosa aspetta chi osa ancora una volta cadere?
....orizzonti lontani che si preferisce ignorare, buttandoci nelle miserie del quotidiano.
Cambiamenti che ci appaiono impossibili...non vogliamo più essere diversi.
Meglio ignorati da noi stessi per andare avanti.
Luci e colori permeano il mondo, ora sembra proprio che le uniche luci visibili siano quelle elettriche date da gas incendiati...dissimuliamo il sole, avvolti non dal calore umano ma da coperte sintetiche.
Non dovrei dire, ma dovrei osare, gettando dietro di me quell'uomo che non vorrei più essere, ancorato ad un idea che non porta a nulla.
Se solo riuscissi a lasciare quel filo d'erba per gettarmi tra le stelle.

Esistere e vivere


A volte si ha la sensazione di vivere qualche cosa che assomigli ad Esistere...
....e non semplicemente di vagare in questo brodo primordiale, seguendo le leggi entropiche del chaos.
Divenire ed esistere, meta a cui è difficile assurgere, se non nella misura in cui tutto accade...

domenica 26 dicembre 2010

Mondo e destino


Qualcuno disse parole semplici:

Il mondo è un organismo.

Un organismo le cui parti sono in conflitto tra loro
è Un Organismo
destinato
alla
rovina.
cit. Zeitgeist

mercoledì 22 dicembre 2010

Armonia e spazio


Sembra impossibile come tutto nell'esistenza sia affidato al chaos seppur magnificamente concatenato all'esistere di altro.
Tutto accade per caso, eppure il "tutto" è armonicamente accordato tra se.
L'essere uomo, una scintilla di esistenza nella follia dell'esistere.
Ci si riempie la bocca di comprensione, e poi tutto ci sfugge, inconsapevoli del nostro non esistere.
Un sorriso al futuro, perchè comunque sia il nostro divenire è certo, e tanto vale andarci con un briciolo di ottimismo.
Un donna anziana mi ha detto:
Non sono spaventata della morte, anzi, sono proprio curiosa di scoprire cosa succedrà dopo.

sabato 18 dicembre 2010

Lettera di un padre...


Se Un giorno mi vedari vecchio figlio mio..
Se un giorno a tavola mi verserò del cibo addosso...
Se un giorno non riuscirò a vestirmi da solo...
Abbi pazienza.
Ricordati ove ti è possibile, il tempo che ho passato a pulirti la bocca e le volte che ti ho vestito mentre facevi i capricci.
Se quando parlo con te ti ripeto sempre le stesse cose...
Non mi interrompere in maniera sgarbata, sapessi quante volte ti ho raccontato sempre la stessa storia per farti addormentare.
Quando mi vedari incapace...
Non umiliarmi, ricorda tutte le volte che ti sono corso dietro per farti fare il bagnetto.
Quando mi vedari incapace di comprendere le nuove tecnologie...
Concedimi il tempo e la tua pazienza per comprendere, e rammenta del tempo che ho trascorso ad insegnarti a leggere e scrivere.
Quando dimenticherò ciò che ho detto o peggio ciò che ho fatto...
Aiutami a ricordare senza innervosirti; sapessi a quante tue domande ho dato una risposta milioni di volte. Ho imparato da te che a volte non è la ricerca della risposta, ma nella domanda risiede il piacere della tua compagnia.
Quando le mie gambe avranno percorso troppi passi e saranno stanche...
Non trattarmi come un peso. Se ti sarà possibile aiutami a sorreggermi con le stesse braccia forti che un tempo ti hanno sorretto nei primi passi.
Capiterà come ho sentito dire a mia volta, che invocherò la morte...
Non arrabbiarti, un giorno anche tu capirai che a volte il sopravvivere non basta.
Un giorno mio amato figlio comprenderai che nonostante gli infiniti errori ho sempre ricercato il meglio anche per te.
Donami se ne avrai il cuore donami un po del tuo tempo, e una spalla sulla quale abbandonare il peso del mio tempo, come all'alba della tua vita io ho prestato la mia per donarti un sonno sereno.
Aiutami ad incamminarmi verso i miei ultimi passi, con amore e pazienza ed io cercherò ancora una volta di farti comprendere i miei di passi così che tu possa domani esser più pronto di quanto non lo sarò stato io.
Tuo Padre con immenso amore

lunedì 13 dicembre 2010

Frenare le passioni...


Lavorare sul dominio delle passioni.
A volte sento che le passioni da elaborare a livelli più alti non sono rappresentate dal corpo ma dallo spirito.
Ho la sensazione che l'essenza del nostro divenire spesso sia in contrasto con il nostro essere.
Così il frenare le passioni, il volerle contenere a tutti i costi, aumenta in maniera considerevole il danno della deflagrazione.
Inarginabile esplosione originata dai sensi.
meglio vivere il nostro tempo e lasciare che la natura percorra noi stessi, in un sentiero di consapevolezza sempre nuova.

domenica 5 dicembre 2010

Liberi pensatori, corpo dopo la mente.


Corpo e mente.
Per meglio comprendere; spesso mi trovo a dividere, sezionare, compartimentare, racchiudere e catalogare.
Folle idea dello smembrare ciò che sarebe più facile comprendere nella sua interezza. Come un Puzzle finito...composto, completo. Basterebbe allontanarsi di un passo, cambiare la prospettiva, per ammirarne l'immagine impressa ...ma no, molto più semplice mescolare i tasselli e rincorrere il bordo e l'angolo, affidandoci a preconcetti finiti. Vorrei arrivare con il corpo dove la mente ancora non comprende, ma intuisce solamente.

martedì 16 novembre 2010

Riscatto dell'indipendenza.


Il prezzo da pagare per vivere in libertà.
Chissà perchè ma qualche cosa non sta andando per il verso giusto. In un flusso di corrente, mi sento come un salmone che risale la corrente...l'unica differenza è che a saltellare sono soltanto io...Un prezzo da pagare? Forse.
Probabilmente non vivrò abbastanza a lungo da dover rimborsare il biglietto.
Lasciare questa vita? Il pensiero un po mi fa girare le scatole.
Ci si sta bene a spasso per questa vita, peccato solamente che per comprenderlo io ci abbia messo così tanto.

martedì 9 novembre 2010

Intelletto e schiavitù....


L'ipocrisia e le privazioni rendono gli uomini schiavi.
Ci addossiamo le paure degli altri e smettiamo di ascolatre le nostre.
Cerchiamo di godere del piacere di altri, ma i nostri piaceri sono dimenticati.
Epurazione di ciò che dovremmo essere in favore di ciò che siamo.
Un limite al quale tendere, sicuramente.

Tecnologia...e futuro?


Siamo sempre più spesso dominati da macchine che noi stessi abbiamo creato.
Lo siamo nella misura in cui, un malfunzionamento di un dispositivo ci getta nella paura.
Sempre meno dipendenti da noi stessi, ci affidiamo ad oggetti che possiamo solo acquistare.
Un futuro preoccupante, se rifletto, sul mio possedere cose delle quali comprendo solamente una misera parte del loro funzionamento e tantomeno della loro provenienza....

venerdì 5 novembre 2010

Desideri e Fantasie


Vedo tre modi di concepire le pulsioni della nostra mente:
Le Fantasie; inespugnabile fortezza del nostro pensiero, dove tutto è concesso, ove il reale anche il più orrendo appare lontano e distaccato, le fantasie dove lo spirito può librarsi, aggirando i giudici e confini malcelati della demagoia.
I Desideri; spesso ciò sul quale si fantastica tanto intensamente sino ad arrivare a sfondare le barriere dell'onirico per approdare nella follia delle passioni.
Il Reale; ultimo viaggio di un pensiero soffocato dal desiderio di se stesso, il quale folle dilaga nelle più basse tensioni umane.
Smarriti cerchiamo una rotta nelle passioni, affidandoci alla ragione.
Forse la ragione è il sabotatore del nostro stesso spirito.
Il cuore, ammantato delle passionim imbrigliato dalla ragione, indirizzato dal sapere, mi appare oggi come il miglior mezzo per l'elevazione di me stesso.