giovedì 26 settembre 2013

Modi di esistere...

Questa sera nel giardino brucia il fuoco dell'autunno.
Fiamme che cancellano il lavoro passato, e fanno da preludio ai giorni a venire.
L'aria è frizzante, le tenebre abbracciano il panorama, e le tinte della natura muovono su colori freddi...
Siamo in autunno...
Ma il calore che avevo dimenticato...lo ritrovo dentro di me.
Spesso con un sorriso, di una vita che sorride.
Beffarda, sorride...

domenica 15 settembre 2013

Destino....Gandhi

Mantieni i tuoi pensieri positivi
Perche’ i tuoi pensieri diventano parole
Mantieni le tue parole positive
Perche’ le tue parole diventano i tuoi comportamenti
Mantieni i tuoi comportamenti positivi
Perche’ i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini
Mantieni le tue abitudini positive
Perche’ le tue abitudini diventano i tuoi valori
Mantieni i tuoi valori positivi
Perche’ i tuoi valori diventano il tuo destino.
(Mahatma Gandhi) 

Il fiato sospeso...i dado è tratto




Questo è il testo del messaggio di Vladimir Putin agli americani pubblicato dal New York Times.
I recenti avvenimenti riguardanti la Siria mi hanno indotto a parlare direttamente con il popolo americano e con i suoi leader. Penso sia importante farlo in un momento in cui le comunicazioni tra le nostre due società sono difficili.
Le relazioni tra di i nostri due paesi sono state altalenanti. Siamo stati uno contro l'altro durante la Guerra Fredda. Ma, in precedenza fummo alleati e sconfiggemmo insieme il Nazismo. L'organizzazione per il governo mondiale - le Nazioni Unite - furono fondate allora, proprio allo scopo di prevenire altri drammi come quello, per evitare che simili distruzioni si ripetessero.
I fondatori delle Nazioni Unite compresero che le decisioni sulla pace e sulla guerra potevano essere prese solo attraverso un consenso generale, e con il benestare degli Stati Uniti, il potere di veto dei membri permanenti dell'Onu venne scolpito nel documento costitutivo delle Nazioni Unite. Questa grande saggezza ha permesso di avere una stabilità internazionale per decenni.
Nessuno vuole che le Nazioni Unite facciano la stessa fine della Lega delle Nazioni, scomparsa a causa del fatto che i paesi che la componevano non avevano la stessa forza. Questo però è possibile se paesi influenti bypassano l'Onu e decidono di intraprendere azioni militari senza l'autorizzazione del Consiglio di Sicurezza.
L'attacco militare alla Siria minacciato dagli Stati Uniti, contro cui esiste l'avversione di molti paesi, di molti leader mondiali politici e religiosi, compreso il Papa, non farebbe altro che aumentare il numero delle vittime e porterebbe a un'escalation del conflitto, che potrebbe diffondersi anche ben oltre i confini siriani. L'attacco porterebbe a un aumento della violenza e della minaccia del terrorismo. Potrebbe minare gli sforzi internazionali per trovare una soluzione alla questione del nucleare iraniano, al conflitto tra israeliani e palestinesi, e potrebbe destabilizzare ancora di più il Medioriente e il Nord Africa. Potrebbe far saltare l'intero sistema internazionale giuridico e dare un duro colpo agli attuali equilibri internazionali.
In Siria, in questo momento, non è in corso una battaglia per la democrazia, ma si sta combattendo un conflitto tra il governo e l'opposizione armata in un paese multireligioso. Ci sono pochi campioni di democrazia in Siria. Ma ci sono fin troppi guerriglieri di Al Qaeda e fondamentalisti di ogni tipo che stanno combattendo contro il governo siriano. Il Dipartimento di Stato ha inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche la milizia di Al Nusra e il Fronte islamico iracheno, che stanno combattendo a fianco dell'opposizione. Questa guerra civile, alimentata da coloro che forniscono armi agli oppositori, è uno dei più sanguinosi conflitti al mondo.
Mercenari dai paesi arabi combattono in Siria, così come fanno molti militanti provenienti dai paesi occidentali e anche dalla Russia, e sono per noi motivo di forte preoccupazione. Torneranno nei nostri paesi dopo l'esperienza bellica siriana? Dopo tutto, gli estremisti islamici che hanno combattuto in Libia poi si sono trasferiti in Mali. Non è un pericolo che ci riguarda tutti?
Fin dall'inizio, la Russia ha avuto come priorità la ricerca di un soluzione pacifica del conflitto che potesse passare attraverso un compromesso e desse la possibilità ai siriani di decidere del loro futuro. Noi non stiamo proteggendo il governo siriano, ma le leggi internazionali. Noi vogliamo, dobbiamo appellarci alle Nazioni Unite perché crediamo che sia l'unico modo per preservare l'ordine e le leggi internazionali ed evitare così che un mondo così turbolento precipiti nel caos. La legge è ancora la legge, e che ci piaccia o no, dobbiamo ancora seguirla. L'attuale legge dice ha l'uso della forza è permesso solo come auto difesa o dietro autorizzazione del Consiglio di Sicurezza. Tutto il resto, per la Carta delle Nazioni Unite, è inaccettabile e si configura come un atto di aggressione.
Non c'è alcun dubbio che in Siria siano state usate armi chimiche. Ma ci sono tutte le ragioni possibili per credere che non siano state utilizzate dall'esercito siriano, ma, al contrario, dai ribelli, per provocare l'intervento dei loro potenti sostenitori stranieri, che così facendo, di fatto, si allineano accanto ai gruppi fondamentalisti islamici. Le notizie che un altro attacco da parte di questi militanti - questa volta contro Israele - non possono essere ignorate.
E'molto allarmante vedere che per gli Stati Uniti sia diventato normale intervenire militarmente in conflitti interni ad altri paesi. Fa parte degli intessi strategici americani? Ne dubito. Sempre più milioni di persone nel mondo non vedono più gli Usa come un modello di democrazia, ma come una nazione che usa solo la forza militare, e che raccoglie attorno a se coalizioni internazionali al motto: "chi non è con noi è contro di noi".
Ma l'uso della forza si è rivelato inefficace e senza alcun scopo. L'Afghanistan non è stato stabilizzato e nessuno può dire cosa accadrà quando si ritireranno le forze internazionali. La Libia è divisa in tribù e clan. In Iraq, continua la guerra civile, con decine di morti ogni giorno. Negli Stati Uniti, molti accomunano la Siria all'Iraq e si chiedono se il loro governo ripeterà i recenti errori del passato.
Non importa quanto siano precisi gli attacchi o quanto sofisticate le armi utilizzate. Le bombe uccidono i civili, le donne e gli anziani, per la cui difesa, questi attacchi vengono giustificati.
Molti nel mondo si chiedono: se non possiamo contare sulla legge internazionale per difenderci, quali altre misure dobbiamo prendere per la nostra sicurezza? Così, un sempre maggiore numero di paesi può pensare di acquistare armi di distruzione di massa. Questo è logico: se hai un bomba, nessuno ti attaccherà. Ci siamo lasciati discutendo della necessità di incoraggiare la non proliferazione delle armi, e invece, tutto questo adesso, rischia di essere perduto.
Dobbiamo smettere di usare il linguaggio della forze e tornare invece a quello della civile diplomazia e della ricerca di una soluzione politica.
Una nuova opportunità per evitare l'attacco si è presentata nei giorni scorsi. Gli Usa, la Russia e tutti gli altri membri della comunità internazionale devono cogliere al volo la dichiarata volontà del governo siriano di mettere sotto il controllo internazionale le sue armi chimiche per arrivare poi alla loro distruzione. Nel suo Discorso alla Nazione, il presidente Obama ha presentato questo piano come un'alternativa all'attacco militare.
Apprezzo molto l'interesse mostrato dal presidente Obama nel continuare il dialogo con la Russia sulla Siria. Dobbiamo lavorare insieme per mantenere questa speranza viva, così come ci siamo detti alla riunione del G8 che si è svolta a Lough Erne, in Irlanda del Nord, in giugno, e dobbiamo tornare a sederci al tavolo dei negoziati.
Se l'uso della forza in Siria potrà essere evitato, questo porterà a una atmosfera internazionale più distesa e a una maggiore fiducia reciproca. Sarà la condivisione dei nostri successi ad aprire la porta per trovare favorevoli soluzioni per gli altri spinosi temi in agenda.
Ho lavorato a lungo con il presidente Obama e ho con lui una relazione personale improntata su di una crescente fiducia. E'una cosa che apprezzo. Ho seguito il suo Discorso alla Nazione di martedì scorso. E vorrei esprimere tutta la mia delusione per il suo passaggio sull'Eccezionalismo americano, quando lui ha affermato che la politica americana deve essere all'insegna della diversità: "Perché è quello che ci rende diversi, è quello che rende l'America straordinaria." E'molto pericoloso incoraggiare le persone a sentirsi "straordinarie", qualsiasi sia la ragione per cui questo viene detto. Ci sono paesi grandi e paesi piccoli, paesi ricchi e paesi poveri, paesi che hanno una lunga tradizione democratica e paesi che stanno ancora cercando la loro strada verso la democrazia. Le politiche sono diverse. Noi tutti siamo diversi, ma quando chiediamo la benedizione di Dio non dobbiamo dimenticarci che Dio ci ha creati tutti uguali.
Firmato: Vladimir Putin, Presidente della Federazione Russa

giovedì 12 settembre 2013

Imprevedibile avventura la vita...

Mi hanno detto di imparare a prendere il meglio...perchè il peggio non sappiamo quando può arrivare.
In un mondo che sempre più spesso non comprendo, guardo le mie orme, cancellarsi al passaggio del vento.
Vita ed esistenza, in un fiume corrotto dal suo stesso scorrere.

giovedì 5 settembre 2013

Discorso all'umanità ....

Discorso tratto dal film "Il grande dittatore" (The Great Dictator), Charlie Chaplin, 1940
Musica: Time di Hans Zimmer (dalla colonna sonora del film Inception)

Altre versioni:
English - http://www.youtube.com/watch?v=-RYlAP...
Portuguese - http://www.youtube.com/watch?v=E1jgUh... 
Polish - http://www.youtube.com/watch?v=YhOZ45gO­KTo

Dal minuto 3:00 le facce sono di
- David Rockefeller
- Evelyn De Rothschild
- Henry Kissinger
- George Soros

Per approfondire soluzioni alternative alle condizioni insostenibili che la nostra società ha raggiunto, questi sono due documentari straordinari: 
- Zeitgeist Addendum
ITA http://www.youtube.com/watch?v=60O_cE...
ENG http://www.youtube.com/watch?v=EewGMB...
- Paradise Or Oblivion
ITA http://www.youtube.com/watch?v=LS3Bpq...
ENG http://www.youtube.com/watch?v=KphWsn...

Charlie Chaplin, Il Grande Dittatore - Discorso all'Umanità
Mi dispiace. Ma io non voglio fare l'imperatore. No, non è il mio mestiere. Non voglio governare, né conquistare nessuno; vorrei aiutare tutti se è possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi, esseri umani, dovremmo aiutarci sempre; dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo. Non odiarci e disprezzarci l'un l'altro.
In questo mondo c'è posto per tutti: la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi; la vita può essere felice e magnifica.
Ma noi lo abbiamo dimenticato.
L'avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell'odio, ci ha condotto a passo d'oca a far le cose più abiette.
Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi; la macchina dell'abbondanza ci ha dato povertà; la scienza ci ha trasformato in cinici; l'abilità ci ha resi duri e cattivi.
Pensiamo troppo e sentiamo poco.
Più che macchinari, ci serve umanità.
Più che abilità, ci serve bontà e gentilezza.
Senza queste qualità, la vita è violenza, e tutto è perduto. L'aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti. La natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà dell'uomo, reclama la fratellanza universale, l'unione dell'umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini, donne , bambini disperati.
Vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente.
A coloro che mi odono, io dico: non disperate, l'avidità che ci comanda è solamente un male passeggero. L'amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano, l'odio degli uomini scompare insieme ai dittatori. E il potere che hanno tolto al popolo, ritornerà al popolo.
E qualsiasi mezzo usino, la libertà non può essere soppressa.
Soldati! Non cedete a dei bruti! Uomini che vi sfruttano! Che vi dicono come vivere! Cosa fare! Cosa dire! Cosa pensare! Che vi irreggimentano! Vi condizionano! Vi trattano come bestie! Non vi consegnate a questa gente senza un'anima!
Uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore.
Voi non siete macchine, voi non siete bestie, siete uomini!
Voi avete l'amore dell'umanità nel cuore. Voi non odiate coloro che odiano solo quelli che non hanno l'amore altrui.
Soldati! Non difendete la schiavitù! Ma la libertà!
Ricordate,
Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere: mentivano, non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno. I dittatori forse son liberi perché rendono schiavo il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse! Combattiamo per liberare il mondo, eliminando confini e barriere! Eliminando l'avidità, l'odio e l'intolleranza! Combattiamo per un mondo ragionevole; un mondo in cui la scienza e il progresso, diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati! Nel nome della democrazia siate tutti uniti!

Facciamo si che queste parole, non vengano perse, ma che continuino a volare ....nella nostra vita e nel nostro futuro.

mercoledì 4 settembre 2013

Verità dimenticate...



La vera tristezza viene dall'amarezza che provo nel constatare che con il tempo, si perda di vista il vero colore del mondo.
Dovremmo ascoltare di più le voci dell'innocenza e lasciare posto al valore dell'uomo....togliendo quello che il commercio ruba a tutti noi.
La nostra umanità.