sabato 31 luglio 2010

Sorprendersi...


Una notte come tante, il sonno che non vuole tramortire i sensi ma diviene un fastioso cerchio alla testa.

I sensi ovattati e le membra che non accennano a mollare la presa sulle necessità incombenti...
E poi una scintilla.
Basta davvero poco a volte per regalare un sorriso, una parola buona, un gesto.
Magari sgarziato di chi cerca di avvicinarsi in maniera goffa e impacciata, ma comunque non è intimidito dai ringhi sommessi e dal sangue che cola.
Tende una mano, chiede se può essere di aiuto...sa che non lo accetterai, ma prova lo stesso, pronto ad affronatre la frustrazione del rifiuto.
Non so dirvi perchè certe cose accadano.
Semina vento e raccoglierai tempesta, magari vale anche il contrario...
Eppure oggi uno sguardo di meraviglia, l'anima più leggera, non di molto, ma abbastanza da permettere un sospiro.
Fasto presagio di nuove angolazioni, prospettive, ricchezza nel confronto.
La chiamano amicizia...che sia davvero quella.

Demoni dentro...


Solitudine,
mi preoccupo di passare troppo tempo da solo, deve esserci forzatamente qualche cosa di sbagliato in me.
Poi rifletto...
Non sono mai solo.
Ho i miei demoni dentro, non mi abbandonano mai..sono li
nascosti a tutti
eppure dispettosi non perdono occasione per rimescolare le sensazioni.
Cambiamenti...quanti cambiamenti. In un mondo che vola alla velocità della luce, le emozioni sembrano rallentare tutto.
Mi sembra di vedere la vita muoversi a rallentatore, eppure quando le necessità mi costringono a mollare il pedale del freno, mi ritrovo sempre troppo in ritardo su tutto.

venerdì 30 luglio 2010

Divorati dalla paura...


Non ho una gran confidenza con la paura, non la conosco bene. Sono rare le occasioni nelle quali un brivido di quello spirito di autoconservazione ha reso necessario annunciarsi nel conscio.
Eppure la fiuto, quasi fossi un lupo in cerca della sua preda.
Riconosco chi ne viene sopraffatto...
La mente chiude ogni comunicazione con il razionlae, persino i soffitti crollano. Imprigionati come siamo nelle nostre menti.
Uscirne? Non ho la bacchetta magica, ma a volte basta lasciarsi vincere, per poco e con le persone giuste accanto...una parola.
Non ci si fida di nessuno....se mi fidassi non avrei paura!
Come mai non ho paura?
non lo so...
Ma sono quì, non vado da nessuna parte.
Probabilmente la "paura" non viene a trovarmi perchè sa come trovarmi in ogni istante...
ci sono...
e resto.

Ritirarsi dai giochi...


Forse dovrei proprio ritirarmi dal gioco, che male ci sarebbe...
Se solo sapessi come riuscirci?
Bha!
Probabilmente gli avvenimenti dissestano i miei già precari equilibri interiori.
Mi trovo a riflettere quando scrivo certe parole, su quali siano questi equilibri di cui parlo...
Frasi che contengono parole con riferimenti a mentali equilibri mi spingono a cercare il paragone, il confronto...ma da che cosa?
Neppure l'esistenza fosse un monotono susseguirsi di eventi sempre uguali.
O forse è così ed io non mi rassegno?
Passo la giornata assaporando quell'attimo...dopo lungo silenzio, sublime risveglio dei sensi.
Eppure ancor taccio in questo abisso.

giovedì 29 luglio 2010

Fermate il mondo...


Fermate il mondo...voglio scendere!
A volte ho la sensazione che anche stando sdraiato a specchiarmi nel soffitto il mondo e tutte le persone in esso raccolte turbinino nella mia mente, mescolando sensazioni, profumi, emozioni...creando una poltiglia di membra e ricordi.
Decido di alzarmi...sono più esausto di prima...

Destino...


Esseri del creato, creature e ombre.
poi dopo tutti il Fato...
Inesorabile guardiano, compagno fidato del tempo.
Abbracciati in un fraterno divenire, sfiorano l'umana condizione, impassibili alle umane pene se non per un tedioso divagare di tanto in tanto.
Anch'egli soggiogato, attraversa gli insondabili confini dell'esistenza.
Non resterà nulla di tutto questo, di ciò che sono, di quello che ho vissuto, delle persone che ho incontrato...già la memoria mi tradisce.
Che senso ha? Chi è questo carceriere che ci tiene nell'ignoranza?...è davvero la sua volonta? oppure è più facile ignorare, non pensare, e lasciarsi portare dal divenire.

mercoledì 28 luglio 2010

Abissi e la mente


Cosa abbiano in comune gli abissi e la mente così a prima sensazione non saprei.
Mi viene solo in mente l'inscrutabilità, la similitudine diretta tra la possibile fruizione e l'impossibilità nel comprenderli.
Dove ci porterà questa marea....dove?

Libero Arbitrio e S,Agostino



Che fregatura, tanta libertà e non avere il manuale di istruzioni.

Siamo alle solite, il bene il male il giusto e lo sbagliato.

Ma chi se ne frega dico io.

Tanto per come la giri le cose vanno sempre come devono andare, tendenzialmente si diceva a puttane.

...Almeno qualcuno ne traeva qualche profitto.

Il ciclo del dare e avere. Qualcuno chissà perchè ha sempre più le stasche piene, sarà il caso.

Le profezie che si auto-adempiono, bhè è da non credere...avvengono sempre.
Quanto vorrei sorprendermi una volta tanto....

martedì 27 luglio 2010

Sorprese...


Non adoro le sorprese...
non disdegno quasi mai il sorprendermi.
Difficilmente gioco, molto più spesson di quanto coscientemente non voglia mi trovo a scommettere con la sorte.

Mi meraviglio delle ombre gettate dagli esseri che mi circondano, sfumature delicate che innaturalizzano le sagome e gli sguardi.

Oggi, in questa giornata di sole d'estate,mi ha colpito uno sguardo.

Il destino ha rilanciato sul suo tavolo da gioco...

Ancora mi ritrovo a riflettere se raccogliere il guanto della sfida ed elaborare le immagini.

Trarne profitto e magari distruggere qualche altra convinzione?

Il fato conosce i giocatori seduti al tavolo, non può perdere, è un banco truccato, eppure drogati i commensali banchettano a base di icore nero.

Non è poi così male, almeno sa di qualche cosa.

Un amico ferito, da una cosa più grande di noi, incomprensibile, folli, eppur vere.

Nulla mi ha colpito di più che vedere la volontà di tenere duro, esser forte per tutti, carico oltre lo stremo, eppure gettare una stretta di mano vigorosa e uno sguardo che specchio dell'anima non riesce a nascondere l'abisso. Una caduta le cui lacerazioni hanno di per se già mutilato l'uomo e folgorato l'anima.

Ho visto....e mi addoloro, ma già fa eco la voce di chi dice, si riprenderà, ci si riprende sempre...

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi...Pavese

Ghiande e Ambrosia....


Poso lo sguardo dalla mia tetra anima.
La delusione è grande nel vedere le genti grufolare nel fango alla ricerca di sudicie ghiande, quando basterebbe che volgessero lo sguardo in alto per cogliere coppe ricolme di ambrosia.

Se stessi...


Non è facile convivere con se stessi.
Non ho l'abitudine di far cadere le colpe sugli altri... e poi, come potrei! E' sempre colpa mia :-)
Ironizzo sulla vita, sguaiato sogghigno all'inesorabile.
Vale la pena di restare ... se solo non fosse per scoprire come va a finire.

Voci Lontane...





Poso il mio sguardo lontano.

Forse lontano non è! Chissà quanto lontano riescono a traguardare le formiche?!

Nell'infinito non sono nulla, e nell'umanità non sono che un'altro essere in via di decomposizione.

La trasformazione che avvolge e permea le cose in maniera così insesorabile senza sosta, mai pigra, sempre all'opera.

Rimbombano assordanti gli echi delle voci lontane, tutte a vibrare nei fluidi consumando l'energia. A volte un solo respiro, una sillaba ripetuta all'infinito.

Se tendo l'orecchio ascolto i lamenti di disperazione di chi ha perduto.

Se provo a tapparmi le orecchie i miei pensieri mi sfondano la testa.

Che cosa sia la pace ancora non mi è dato saperlo.

Confini perduti, voci lontane, retaggi antichi di passioni irretite.

Volgo il mio sguardo lontano e inciampo nel primo gradino....

domenica 25 luglio 2010

Irritazioni...


Mi appare strano come le percezioni cambino.
A volte un gesto, o il semplice stridere dei denti...vi siete mai soffermati ad ascoltare la gente come digrigna i denti mentre mangia?
Fortuna che il futuro prevede cibo in cannuccia, o al meglio proteine via insetti...al pensiero la cosa che mi incuriosisce è immaginare la croccantezza delle corazze delle cavallette che cedono sotto le mandibole....chissà che si inventeranno i pubblicitari questa volta per renderle appetitose.
Penso a come non cedere...a volte me lo domando.
Ma cosa realmente mi da piacere...cosa mi irrita.
Sono così abituato a cedere al compromesso che le invasioni mi appaiono oramai scontate.
...quanto fracasso attorno a noi.
Mi appare incredibile pensare che ci siano persone che soffochino nel silenzio.
Forse il mio problema è solo quello.
Il suono mi ferisce e l'armonia mi travolge.
La ricerca assidua di una sintonia, come un diapason che non segue le regole della fisica, vibrando di se.
Consapevole di esser a mia volta generatore di caos...ancora una volta.

sabato 24 luglio 2010

Vivere non basta...


Hai mai la sensazione che vivere di per se non basti?
Come sciacalli affamati si vaga in cerca della carcassa, in cerca dei brandelli di quelle carni che un tempo furono vita.
Di tanto in tanto guardo lo scorrere della sabbia tra le dita, assoluto privilegio di chi ha del tempo da perdere.
Consapevole che domani sarò io stesso una carcassa...magro pasto per fauci affamate.
La mia anima si perde nelle pagine vuote di questa storia.
Tanto tempo fa lessi da qualche parte, nasci piangendo e muori quando hai pianto abbastanza.
Oscura profezia di un tempo che verrà a pretendere il suo pegno.

venerdì 23 luglio 2010

Alone ...


Esistono nella mia testa almeno un centinaio di ragioni per sentirsi soli a questo mondo... e sono tutte ottime.

reborn...


Cambiamenti impossibili.
Come si finisce a non comprendere cosa accada realmente?
Esiste una realtà?
Perchè? A domandarci ancora una volta come possa esser accaduto.
Non posso fare a meno di pensare a quale possa essere il significato di tutto questo.
Dovrei imparare dalla teoria di Occam, e cercare nella soluzione più semplice.
Già la soluzione più semplice...
Il non senso, il fascino dell caos, la dominazione assoluta delle leggi entropiche.
Esiste una cura a noi stessi?....

venerdì 16 luglio 2010

Giulietta e quanto resta...


Tragico epilogo si scrive a rimembrar la tragedia. Eppure in qualsivoglia stile perdura la sensazione dell'amaro travaglio, dell'euforica conquista e dei minuti rubati.
Come folli seguaci di un'icaro le cui ali son del nulla, ci lanciamo ad ampie falcate, con gli occhi serrati a perdifiato, giù per la collina, ripida in fiore degli attimi che meritan d'esser vissuti. Sfioran le mani che accompagnate dal sorriso, si allargano a lambir i petali più morbidi ed audaci, sprigionando a tenera ribellione morbide fragranze.
Così gli amanti volgono il loro incedere senza cura alcuna, drogati di loro stessi, perdendo la memoria di ciò è stato.
Chi glaciale e immunizzato dal troppo dolore, osserva dal fondo della valle, ghigno beffardo di chi sa cosa attende gli immaturi, eppure anch'egli perderebbe quel poco che gli rimane per trovar la forza di scalare la vetta, per poi cadere ancora una volta.