Scrivo perché altrimenti resto sveglio a contare il buio.
Non è vocazione. È drenaggio.
Di notte il pensiero si gonfia, preme contro le costole, e se non lo verso da qualche parte mi allaga.
La penna è un taglio praticato per far uscire l'acqua nera.
Non scrivo per essere letto. Scrivo per non affogare da seduto.
Ogni frase che depongo è un mattone tolto dal petto.
Mi chiedono perché sempre a quest'ora.
Perché di giorno recito. Di notte no.
Di notte non c'è nessuno da rassicurare...nemmeno me.
E allora confesso. Ai fogli. Al soffitto.
Il vuoto non si riempie. Ma se gli parlo, per un po', tace.
Scrivere è tenere una candela con la mano stretta intorno alla fiamma.
Domani la parola sembrerà esagerata. Stanotte è l'unica cosa che respira.
Ho le dita sporche d'inchiostro e la coperta scivolata a terra.
Va bene così.
Nifth

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