giovedì 16 luglio 2026

La maschera che non si stacca


Chi sei, quando la stanza è vuota e nemmeno tu ti stai guardando?

Me lo chiedo con la faccia contro il cuscino.
Provo a togliermela, questa maschera.
Ci infilo le unghie sotto il mento, cerco il bordo...
non c'è un bordo.

È diventata pelle?
O è sempre stata pelle, e la faccia sotto me la sono inventata io?

Eppure anche adesso mi sorveglio. Mi correggo. Per chi?

Chi decide quale sono — io, o la parte che tengo in piedi da anni?
E se la tolgo e sotto non trovo un volto,
solo un'altra maschera, più stanca,
girata verso l'interno?

Dico il mio nome, piano.
Esce, ma non torna a dirmi che è mio.
E chi lo ascolta uscire — è ancora al suo posto?

Non lo so.
Non ho risposte, stanotte.
Ho solo il cuscino umido da un lato
e la domanda coricata accanto a me,
come un secondo corpo che non dorme.

Nifth

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