mercoledì 13 gennaio 2021

Universo 25

La fogna del comportamento[1] (in inglesebehavioral sink) è un'espressione coniata dall'etologo statunitense John Bumpass Calhoun, usata per denotare il collasso di una società a causa di anomalie comportamentali provocate dalla sovrappopolazione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Per arrivare a questa osservazione, l'etologo condusse alcuni esperimenti di sovrappopolazione nel corso degli anni, usando alcune colonie di ratti grigi (dal 1958 al 1962) e topi (dal 1968 al 1972).[2] Calhoun coniò il termine "fogna del comportamento" il 1º febbraio 1962, in un articolo dal titolo Densità di popolazione e patologia sociale, scritto per illustrare i risultati dell'esperimento ed uscito sul settimanale scientifico Scientific American.[3] I risultati di Calhoun vennero usati successivamente come modello animale di collasso sociale, ed i suoi studi divennero un punto di riferimento per la sociologia urbana e la psicologia.[4]

Nel 1962 Calhoun descrisse in questa maniera il comportamento riscontrato negli esperimenti:

«Molti (esemplari femmine) non erano in grado di portare avanti una gravidanza sino al termine, o di sopravvivere al parto se fossero giunte alla fine. Un numero anche maggiore, dopo essere riuscite a partorire, vennero meno alle proprie funzioni materne. Tra i soggetti maschi, le distorsioni comportamentali variarono dal cannibalismo all'iperattività frenetica, all'emergere di un isolamento patologico, a causa del quale gli individui isolati uscivano per mangiare, dormire e muoversi solo quando tutti gli altri membri della comunità stavano dormendo. Anche l'organizzazione sociale degli animali ha mostrato uguale disgregazione. [...] L'origine comune di questi disturbi divenne notevolmente manifesta nelle popolazioni della nostra prima serie di tre esperimenti, nei quali abbiamo osservato lo sviluppo di quello che abbiamo chiamato fogna del comportamento. Gli animali si affollavano insieme in grande numero in uno dei quattro nidi di interconnessione sui quali era mantenuta la colonia. Dai 60 gli 80 ratti si assembravano in un solo nido durante il periodo di alimentazione. I ratti singoli raramente avrebbero mangiato se non in compagnia di altri ratti. Come risultato, il nido scelto per mangiare aveva una densità di popolazione estrema, lasciando gli altri tre quasi vuoti. [...] Negli esperimenti in cui si era sviluppata una fogna del comportamento, la mortalità infantile raggiunge quote del 96% tra i gruppi più disturbati della popolazione»

Calhoun avrebbe continuato gli esperimenti per molti anni, ma la pubblicazione dell'articolo nel 1962 portò alla luce del grande pubblico il concetto, facendo sì che prendesse una piega diversa dall'originale, in un'analogia con il comportamento umano. Calhoun andò in pensione nel 1984, ma continuò le sue ricerche fino alla sua morte, il 7 settembre 1995.[5]

  primi esperimenti di Calhoun vennero condotti in una fattoria presso Rockville, in Maryland, nel 1947.

Calhoun partiva dall'assunto ipotizzato da Thomas Malthus, noto teorico delle conseguenze della sovrappopolazione, il quale affermava che i limiti assoluti alla crescita della popolazione fossero la miseria e il vizio. La ricerca scientifica si era focalizzata sino a quel momento sull'analisi del primo fattore restrittivo, la miseria, che nel campo pratico si basa sulla predazione, sulle malattie e sulla quantità di cibo disponibile come fattori per contenere la popolazione. Calhoun quindi si chiese quali fossero invece gli effetti del comportamento sociale sulla crescita della popolazione, e viceversa gli effetti della densità di popolazione sul comportamento.

Durante i primi test quindi, posizionò fra i 32 ed i 56 roditori in scatole di 3 x 4 metri in un granaio nella contea di Montgomery. Separò l'habitat in quattro stanze distinte. Ogni stanza era stata specificamente creata per supportare una dozzina di ratti grigi maturi. I ratti potevano spostarsi fra le stanze usando delle rampe. Calhoun provvide la colonia di risorse illimitate, come acqua, cibo, e fornendo protezione dai predatori, così come dalle malattie e dalle condizioni meteorologiche avverse. Creò ciò che un altro psicologo descrisse come un "paradiso per ratti" o un'"utopia per ratti".[6] In questo modo, eliminati tutti i limiti fisici, solo il comportamento degli individui avrebbe influenzato la crescita della popolazione.[3]

Dopo i primi esperimenti, Calhoun creò un "Ambiente inibitore di morte per topi": una gabbia di pianta quadrata (con lato lungo 2,7 metri) con cibo ed acqua illimitati, per supportare ogni incremento massimo di popolazione. Il suo più famoso esperimento, l'"Universo 25", raggiunse il massimo di 2.200 unità di popolazione, e subito dopo iniziò ad esibire anomalie comportamentali talmente gravi da causare la totale distruzione dell'habitat e della popolazione. Dal 600º giorno in poi la sua popolazione era in via d'estinzione.

L'esperimento del 1962[modifica | modifica wikitesto]

Calhoun basò la sua teoria sulla base dei risultati di sei diverse generazioni. Dopo aver posizionato i roditori, attese che la popolazione aumentasse. Dopo 27 mesi, la popolazione si era attestata sui 150 esemplari adulti. In realtà la mortalità era così bassa che, secondo le stime fatte sul tasso di riproduzione in tale ambiente, la popolazione avrebbe dovuto raggiungere le 5.000 unità. Tuttavia ciò non avvenne poiché, al contrario, la mortalità infantile era altissima.[3] Anche solo con 150 adulti, lo stress sociale provocato dallo spazio ristretto aveva distrutto ogni vincolo sociale, facendo sì che le femmine abbandonassero i loro istinti materni nei confronti dei piccoli.[3] I comportamenti anomali aumentarono, specialmente nelle femmine, al punto che ogni colonia si divise in diversi gruppi, all'interno dei quali non era rispettata alcuna razionalità nella distribuzione dei due sessi (ad esempio un gruppo poteva essere composto da sei, sette femmine ed un solo maschio, ed un altro da 20 maschi e 10 femmine).[3] Il mangiare, il bere e tutte le altre attività biologiche divennero attività sociali, nelle quali la soddisfazione principale derivava dall'interazione con gli altri ratti. Nel caso dell'alimentazione, questa frenesia nell'interazione portava i ratti a non alimentarsi adeguatamente.[3] Questa "intimità" tuttavia arrivò anche a distruggere tutti i rapporti sociali vitali per la sopravvivenza della colonia, come i riti di accoppiamento, la costruzione di nidi e nell'allevamento e nella cura dei giovani.[3]

L'Universo 25[modifica | modifica wikitesto]

Calhoun all'interno dell'Universo 25 il 10 febbraio 1970, 651 giorni dall'inizio dell'esperimento. L'aggregazione dei topi in una sola rastrelliera del cibo nonostante la presenza di altre è un indicatore della "fogna del comportamento" già in atto.

L’esperimento che diede risalto internazionale alla fogna del comportamento fu il cosiddetto “Universo 25”. Anche in questo caso l'habitat era progettato per eliminare qualsiasi fattore fisico che avrebbe potuto limitare la crescita della popolazione o incidere negativamente sul benessere e l'aspettativa di vita dei roditori.

L’universo aveva la forma di un serbatoio di pianta quadrata con lato di 2,7 metri, con mura alte un metro e mezzo circa. Il primo metro era strutturato in modo che i topi potessero arrampicarsi liberamente sulle pareti, senza tuttavia poter scappare; su ogni muro erano saldati 16 tunnel in maglia di ferro, con 4 corridoi orizzontali che li attraversavano da parte a parte, fornendo così 256 ripari in cui costruire altrettanti nidi. Ogni nido era abbastanza grande da ospitare 15 topi.[7] L'habitat avrebbe permesso la sopravvivenza di 3.800 esemplari.

L’habitat veniva pulito ogni 4 settimane, la temperatura era tenuta costantemente intorno ai 20° e persino il rischio di malattie genetiche era stato drasticamente ridotto, selezionando i migliori esemplari dalle colonie del National Institutes of Health.

Quattro coppie di topi furono introdotte nell'habitat e, dopo 104 giorni di adattamento, i topi iniziarono a riprodursi, arrivando a raddoppiare la propria popolazione ogni 55 giorni. Tuttavia, trascorsi 315 giorni, il tasso di crescita della popolazione rallentò sensibilmente. La popolazione era arrivata a 600 esemplari.[8] Nonostante cibo ed acqua fossero garantiti in abbondanza, lo spazio iniziò a scarseggiare, e l'habitat si sovrappopolò, facendo sorgere alcune anomalie comportamentali nei topi

I nuovi nati si ritrovavano in un mondo ogni giorno sempre più affollato, in cui vi erano più topi che ruoli sociali. Le posizioni sociali, in seno alla gerarchia dei topi, erano costantemente minacciate. Lo stress di dover difendere il proprio territorio e le proprie femmine da innumerevoli contendenti, portò i maschi alfa ad abbandonare il proprio compito, diventato troppo oneroso.[8] L'assenza di questi ruoli sociali fece emergere comportamenti distruttivi ed antisociali in tutta la colonia, dato che i normali rapporti sociali erano crollati, e con essi l'abilità dei topi di formare legame sociale.

I maschi divennero estremamente aggressivi, arrivando a formare gruppi che attaccavano femmine e piccoli. Altri divennero pansessuali, cercando di avere un rapporto sessuale con qualsiasi topo a disposizione, che fosse stato maschio, femmina, giovane o vecchio.[8] Le femmine, ormai senza più alcuna protezione, si rifugiarono presso i nidi più alti della colonia, a volte radunandosi in alcuni gruppi composti solamente da femmine, ma dovendo sprecare energie per difendere i propri nidi e se stesse, trascurarono i propri ruoli materni, abbandonando la prole a se stessa, o arrivando ad attaccarla.[8] In alcune aree dell’habitat la mortalità infantile raggiunse il 96%, e vi furono casi di cannibalismo, nonostante non vi fosse alcun bisogno di esso dato che il cibo era ancora ampiamente disponibile per tutti gli esemplari.

A questo punto nell'habitat si formano tre gruppi di topi. I topi più deboli e quelli rifiutati, resistenti fisicamente ma devastati psicologicamente, cercarono di sopravvivere radunandosi al centro dell'habitat, dove la loro vita scorreva inerme se non con qualche insensato e occasionale atto di violenza contro sé stessi.[7][8] Le femmine rimaste sole cominciarono sempre più a migrare nei nidi più elevati, radunandosi in gruppi.[8] Oltre a questi due, emerse anche un terzo gruppo, che Calhoun chiamò "i belli". Questi topi, mai lasciatisi coinvolgere nelle lotte e mai mostratisi interessati alla riproduzione, erano interessati solo a loro stessi, e lo loro uniche attività erano mangiare, dormire e lisciarsi il pelo. Si distinguevano infatti dagli altri per l’assenza di ferite e per il pelo bianco e lucido.[7] Altrove, nei gruppi maggiori, il cannibalismo (pur in presenza di cibo abbondante), il pansessualismo e le esplosioni di violenza continuavano senza sosta. La società dei topi collassò.

Il grafico mostra l'andamento demografico della popolazione di topi nell'esperimento. Le linee tratteggiate indicano le stime fatte dopo il 700º giorno dell'esperimento.

Giunti al giorno 560, la popolazione raggiunse i 2200 individui (contro gli oltre 3500 che Universo 25 poteva ospitare), e al 600º giorno la sua crescita si fermò del tutto. Pochi topi riuscirono a superare lo svezzamento; da quel giorno ci furono pochissime gravidanze ma nessun cucciolo sopravvisse.[8] Anche quando la popolazione ritornò ai livelli iniziali dell’esperimento, non si registrarono nuove nascite. I topi ancora in grado di riprodursi, come “i belli” ed alcune femmine rintanatesi ai livelli più alti della gabbia, avevano perso la capacità sociale di farlo.[8] La colonia quindi si avviò verso l'estinzione. In qualche modo, le cavie avevano smesso di essere topi, incapaci di avere relazioni sociali. Una sorta di prima morte, come fu definita da Calhoun stesso. Una morte sociale che precedette la morte fisica.[8]

Le conclusioni tratte[modifica | modifica wikitesto]

Quando finì di raccogliere i risultati dell'Universo 25, Calhoun riscontrò che i risultati si sarebbero ottenuti eliminando le cause di morte esogene da qualsiasi gruppo di mammiferi. La riduzione della mortalità per cause naturali culminava nella sopravvivenza di un numero eccessivo di individui perfettamente in grado di ricoprire i ruoli sociali caratteristici della propria specie. Nel giro di poche generazioni tutti gli spazi e i ruoli sono occupati, ma vi sono ancora innumerevoli individui capaci di ricoprire i ruoli sociali già occupati. Questi esemplari giovani quindi lottano contro gli esemplari adulti per prenderne il posto, ma la lotta che ne scaturisce è così violenta da portare a un totale esaurimento sia dei contendenti che degli adulti. A ciò segue la dissoluzione della normale organizzazione sociale (cioè, le istituzioni).

I giovani nati in queste condizioni vengono rifiutati dalle proprie madri e dagli altri associati adulti. Questo fallimento precoce nel formare legami sociali viene aggravato dall'interruzione dei cicli di azioni a causa delle interferenze meccaniche risultante dall'alto tasso di contatto tra individui viventi in una popolazione ad alta densità. L'elevato contatto frammenta ulteriormente il comportamento a causa della stocastica delle interazioni sociali, che esigono che per massimizzare la gratificazione derivata dalle interazioni sociali, l'intensità e la durata delle interazioni deve essere ridotta in proporzione alla dimensione del gruppo. Esemplari capaci solo dei più semplici comportamenti compatibili con la sopravvivenza fisica emergono in questo processo (la prima morte). La specie dunque si estingue.

Calhoun tentò di spiegare questo declino sotto forma di equazione:[9]

«Mortalità, morte del corpo = la seconda morte

Drastica riduzione della mortalità = morte della seconda morte = morte al quadrato = (morte)2

(Morte)2 porta al disfacimento dell'organizzazione sociale = morte delle classi dominanti

Morte delle classi dominanti porta alla morte spirituale = perdita della capacità di impegnarsi in comportamenti essenziali per la sopravvivenza della specie = la prima morte

Quindi: (Morte)2 = la prima morte»

Per Calhoun non c’erano dubbi: non importa quanto sofisticato l'uomo crede di essere, una volta che il numero di individui in grado di ricoprire un ruolo supera largamente il numero di ruoli disponibili,

«L’inevitabile conseguenza è la distruzione dell’organizzazione sociale. Individui nati in queste circostanze sarebbero così distaccati dalla realtà da essere incapaci persino di alienarsi. I loro comportamenti più complessi diventerebbero frammentati.

L’acquisizione, la creazione e l’utilizzo di idee appropriate per il sostentamento della vita in una società post-industriale sarebbe impossibile.»

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Il periodo in cui Calhoun condusse i suoi esperimenti era segnato da una concreta paura per il sovrappopolamento. La società, già profondamente segnata dalla più sanguinosa guerra dell’epoca moderna, era seriamente preoccupata delle ripercussioni che l’incremento senza sosta della popolazione umana avrebbe potuto avere sulle risorse naturali, ed ecologi come William Vogt e Fairfield Osborn avevano lanciato i primi allarmi sulla pressione che l’espansione demografica stava avendo sulle risorse di cibo già dal 1948.[7] Inoltre, in quegli anni, iniziò ad emergere la paura della "folla", dello sviluppo e della crescita incontrollata di esseri umani, anche a seguito di alcuni episodi ben noti all'opinione pubblica, come le rivolte nelle città americane avvenute fra il 1965 ed il 1968, le dimostrazioni nelle università, l'ascesa della cultura della droga, e la risposta apatica dei testimoni dell'omicidio di Kitty Genovese.[10]

Nel gennaio 1960 addirittura il Time dedicò una copertina all'argomento, e nel 1968, Paul Ehrlich pubblicò The Population Bomb, altro saggio che suggeriva l’imminente catastrofe mondiale, a causa di guerre provocate dalla limitatezza delle risorse. Il tema raggiunse la massima importanza quando nel 1972 fu pubblicato un rapporto della Rockfeller Commission sulla popolazione degli Stati Uniti, in cui si suggeriva che la crescita senza freno della popolazione dovesse essere rallentata o addirittura invertita.

Tuttavia, il lavoro di Calhoun era differente, perché contrariamente agli ecologi citati, egli dimostrò, attraverso i suoi esperimenti, che la catastrofe legata al sovrappopolamento non era conseguenza di effettiva scarsità di risorse, ma di mancanza di spazio e di troppe interazioni sociali. Nel fare ciò, Calhoun attrasse gli interessi di antropologi, sociologi e psicologi sociali, interessati ai risultati sulle interazioni sociali. Con la sempre maggiore influenza dei sistemi informatici, la teoria dei sistemi e l'approccio olistico nelle scienze biomediche nell'ambito scientifico generale, i risultati di Calhoun portarono anche ad un nuovo modo di pensare nei progettisti urbani e negli architetti, che cominciarono a progettare soluzioni abitative che coesistessero con le leggi naturali, anziché andare loro contro.[11]

Anche in etologia ed in altre branche dello studio dei comportamenti animali lo studio ed i risultati ottenuti fornirono nuovi strumenti di analisi dei risultati, e stimolò altri ricercatori a compiere ricerche nella direzione dei risultati di Calhoun.[10]

Nella cultura popolare invece, la formula della "morte al quadrato" di Calhoun fu interpretata come estremamente pessimista, al pari delle leggi di termodinamica per un fisico, ed ebbero un profondo impatto sull'opinione pubblica. Lo stesso Calhoun aveva scritto i suoi risultati in una prosa atta a suscitare un'analogia fra i topi e gli esseri umani nel lettore.[8] La descrizione dell'habitat ricordava le idee moderniste ed utopistiche dell'urbanista Ludwig Hilberseimer. Calhoun si riferiva alle dimore dei topi come "blocchi di appartamenti", o ai topi "belli" come "giovani delinquenti". Quest'uso dell'antropomorfismo era inusuale per uno scienziato, ma il suo scopo era proprio quello di calare il lettore nell'esperimento. Lo stesso termine "fogna del comportamento" fu usata per evocare uno stato parapatologico della società, una disperazione condivisa, richiamata nel comportamento patologico ed esacerbato dai suoi effetti.

Il termine ebbe così successo da essere poi ripreso dallo scrittore Tom Wolfe in una lamentazione sulla decadenza della città di New York, chiamata O Rotten Gotham! Sliding Down into the Behavioral Sink. L'idea influenzò anche la stesura del romanzo Largo! Largo! di Harry Harrison, che successivamente fu trasposto nel film 2022: i sopravvissuti, dove un mondo sovrappopolato e sull'orlo del collasso dove le persone vengono trasformate in cibo. Anche il romanzo di John Brunner, Tutti a Zanzibar! ipotizzò un mondo iperattivo e sovrappopolato. L'esperimento influenzò anche la stesura di Mrs. Frisby and the Rats of NIMH, di Robert C. O'Brien, che fu poi trasposto nel film d'animazione Brisby e il segreto di NIMH.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stefania Consigliere, Le distanze fra individui (PDF), p. 2. URL consultato il 18 luglio 2020.
  2. ^ Hall T. Edward, The Hidden Dimension: An Anthropologist Examines Humans' Use of Space in Public and in Private, Anchor Books, 1966.
  3. ^ Salta a:a b c d e f g John B. Calhoun, Population Density and Social Pathology (PDF), in Scientific American.
  4. ^ Roger R. Hock, Forty Studies that Changed Psychology: Explorations into the History of Psychological Research, Prentice Hall, 2004, ISBN 0131147293.
  5. ^ NLM Announces the Public Release of the Papers of John B. Calhoun, su U.S. National Library of Medicine.
  6. ^ Medical Historian Examines NIMH Experiments in Crowding, su The NIH Record, 25 luglio 2008.
  7. ^ Salta a:a b c d Universe 25: morte da utopia, in Lega Nerd, 6 settembre 2013.
  8. ^ Salta a:a b c d e f g h i j (EN) Will Wiles, The Behavioral Sink, su Cabinet Magazine.
  9. ^ J. B. Calhoun, Death squared: The explosive growth and demise of a mouse population, in Proceedings of the Royal Society of Medicine.PMID 4734760.
  10. ^ Salta a:a b Edmund Ramsden e Jon Adams, Escaping the Laboratory: the rodent experiments of John B. Calhoun & their cultural influence (PDF), in Journal of Social History, n. 42, 2009.
  11. ^ J. H. Bradbury, Walden Three: New Environmentalism, Urban design and Planning in the Nineteen Sixties, in Antipode, n. 8, 1976.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]


Cit. 
https://it.wikipedia.org/wiki/Fogna_del_comportamento 

martedì 5 gennaio 2021

Sensazioni....


 Sono giorni che la pioggia è battente sulle nostre teste, il freddo ci ricorda quale sia l'ordine delle stagioni, eppure tutto appare surreale.

Ragionare fuori dall'ordinario, permette di vedere sentieri nuovi.

cambiare punto di vista.

imparare

immersi nell'ordinario, spesso è come percorrere la stessa strada...ed aspettarsi una destinazione differente.

Nifth.

lunedì 21 dicembre 2020

Pleasure...


 l'attesa del piacere è essa stessa piacere...

"...to await a pleasure, is itself a pleasure."...



domenica 6 dicembre 2020

Passioni...


 Mi  ero fatto un'idea tutta mia della passionalità legata al passare del tempo.

In qualche modo la relegavo ad un'età, un periodo non ben definito nel quale confinare le vivacità dello spirito e de corpo.

Naturalmente mi sbagliavo, non in modo assoluto, ma è difficile immaginare senza la percezione dell'attimo presente.

Il corpo come lo spirito è in continuo mutamento, così come le sensazioni, le fantasie ed i desideri.

Sempre più difficili da percepire le prime, sempre più disillusi gli ultimi.

Eppure, se posti nella predisposizione d'animo corretta, lo spirito di cui siamo materia, ci risponde.

Restituendoci quella luce di cui, gli anni ci hanno in qualche modo adombrato.

Un monito a non dimenticare, la vocazione per cui siamo dannati, nella forma e esitanza, ove gli anni, non son altro che la data di una volontà maturata in evoluzione, la quale se ben foraggiata è in grado di portarci su sublimi stati di consapevole piacere. 



sabato 14 novembre 2020

Millenium Eros


 Avrei mai pensato che il mondo sarebbe cambiato così tanto, in così poco tempo?

Appartengo a epoche giurassiche, e cerco di comprendere come anticipare il tempo che verrà, nella dedalo generata dal vociare attorno a tutti noi.

Che io appartenga al coro?

Proprio non saprei, esattamente come il folle non ha consapevolezza della propria follia.

Così, non mi rimane che gustarmi ciò che il mio tempo mi ha dato modo di comprendere ed apprezzare.

La scoperta.

L'eros.

L'arte

La bellezza ed il gusto.

Il tutto ben condito con il gustoso saper attendere.

Mi accorgo sempre di più che nella mia credenza, mancano quegli ingredienti propri della cucina moderna, quali la fretta abbinata ad un egoismo egocentrico.

...Ma non sempre le cose vanno come ci si aspetta.

Una scintilla, ammicca dal conforto delle tenebre, come l'occhio di un drago scintilla alla luce di una candela.



lunedì 2 novembre 2020

Sonno perduto


 Cosa ci porta via il sonno? Rapiti dalla mente, perdiamo quel ristoro che ci viene concesso dai ritmi naturali oramai completamente dissacrati

Eppure, ricerco il buono in questo. 

La mente lavora senza sosta, nelle machiavelliche elucubrazioni del dovere e della necessità, ricercando un vantaggio in quelle che saranno le possibili opportunità del doveroso operare quotidiano.

Allora che fare con un pensiero impazzito?

Tanto vale, lasciarsi trasportare dalle magiche fantasie, perdersi in un impossibile futuro.

Sfruttando il silenzio di queste ore rapite all'abbraccio di Morfeo, per dedicarsi un ritaglio al piacevole gironzolare del far nulla.

Magari perdendosi nelle curve magiche gitane, di chi ha saputo scegliere le sue battaglie. E pur affrontando l'inferno incalza nella vita. Con sguardo sereno sorride alle possibilità.


giovedì 24 settembre 2020

Colori della Carne


 Il corpo e la ragione confliggono nel desiderio.

Ogni uomo prova timore, questo ci ha permesso di prosperare nei millenni. 

Eppure negli scopi e motivazione alcuni di noi hanno imparato a dominarla, persino a trasformarla in qualche cosa di nuovo.

Ma è solo per alcuni, la ricerca del nuovo. 

Dell'inesplorato del possibile.

Per gli altri è la ricerca di un sentiero tracciato, nel conforto della meta assemblata dall'immaginazione.

Non posso avere certezza neppure nel mio presente, eppure mi affanno così tanto per il mio futuro.

Che io sia tanto sciocco?


sabato 19 settembre 2020

La perfezione nel non fare niente


 La perfezione del nulla.

Straordinario come si possa condensare in poche parole un intero flusso di pensieri.

Ciò che siamo oggi, proprio ora, proprio adesso quando stai leggendo, sei il frutto pulsante di un'infinità di tempo.

Miliardi di anni, hanno fatto si che tu sia quì e ora.

E ci preoccupiamo di domani?! A ben guardare mi conforta enormemente pensare che nulla posa essere nel flusso del tempo che non sia destinato ad essere.

Dipende solo da quanto il grande ci si sofferma a guardare.

Per il resto, non possiamo che essere puntini luminosi nel nulla.


venerdì 4 settembre 2020

Curiosità e Punizioni

 

Quanto potere alberga in una risata rubata?! 

Frastornato dalle giornate che scorrono come secondi, mi sono fermato a sfiorare tecnologie che temporalmente non mi appartengono.

E come le rughe sul mio volto mi hanno permesso di imparare, spesso basta spiegare le vele, se pur alla tramontana, per venir trasportati in luoghi strepitosamente inaspettati.

L'inaspettato per me è come un libro dalla copertina impolverata in un'antica libreria.

Parole appassionate rilegate in un elegante copertina di pelle, abilmente intarsiata da mani esperte.

Caratteri d'oro incisi e ricami colorati sulle prime lettere ....

Poco importa la meta.

Godiamoci il viaggio....

sabato 11 luglio 2020

Persone Forti...e Deboli


...Le persone forti finiscono con il ferire gli altri....le persone Deboli ad odiare chi le circonda...
Coloro che riconoscono in altri le proprie debolezze, comprendono chi ha commesso gli stessi errori, con la speranza che questi possano renderli poco a poco migliori.


martedì 7 luglio 2020

Cosa rimane dell'uomo...

un'uomo un giorno mi disse:
"Guarda cosa resta di un uomo al passare del tempo"
Non potei che constatare, nonostante una mente lucida ed affilata come un rasoio, brillante ed efficace nei discorsi e nell'intelletto...un corpo che da li a poco avrebbe annunciato l'inevitabile destino.
Ecco, come il tempo ci riduce, carcasse affannate ad afferrare il dovere di un destino scritto , un giorno dopo l'altro. Ignorando che il tempo andato è perso, rubato da noi stessi nella miopia del dovere.
Quando basterebbe lasciarsi cullare da ciò che è necessario dal superfluo, armonizzando il nostro esistere nel presente senza rimandare a momenti più propizi.
Tanto, forse troppo coraggio, quello necessario al Vivere l'esistenza nella sua prima e fondamentale consapevolezza, ignorando ciò che ci è stato insegnato come Dovere e necessità.
Tornare ad essere Vivi e non macchine consumate dal tempo.
.

giovedì 16 aprile 2020


Aprile 2020, il mondo non sarà per molto tempo lo stesso che abbiamo conosciuto.

...la gente si parla con gli occhi, qualcuno mi ha detto.

La trovo una frase bellissima. Di quelle che ti scaldano il cuore ed elevano lo spirito.
Non mi manca la possibilità di uscire, non manca la confusione,non mi manca la lotta alla sopravvivenza.

Sinceramente mi godo questa stasi.

L'essere sollevato, il galleggiare ...su questo non fare.

...certo che ho lottato...l'incertezza, l'informazione che è arrivata come una valanga in piena...diventando il peggior nemico di se stessa.

In quest'epoca di velocità e propagazione dei media, l'unico modo per nascondere la verità evidentemente era quello di diluirla in mezzo ad un'infinità di altre, così da rendere tutto così dannatamente difficile da capire, collegare, interpretare.

E così adesso galleggio.

Aspetto che queste acque ancora intiepidite da un minimo di conforto economico mi trasportino altrove.

Correnti sicuramente mosse da interessi economici, più che da un caos entropico raggiunto.

Ma penso ancora alle emozioni del primo sorriso che vedrò fuori dallo schermo silicato di un dispositivo elettronico.

Quanto si è dato per scontato...quanto ancora avremo da perdere per poterci rendere conto della preziosità della nostra esistenza.

Una vita che viene consumata un secondo alla volta, eppure ci ostiniamo a conformarci a costrutti dettati da interessi dettati dal bisogno più che dalla sostanza.

Siamo menti perverse dal tutto, ove l'emozione vale il prezzo del biglietto.





giovedì 19 marzo 2020

Gazzetta ufficiale 26 del 01.02.20 ..pagina 12

 IL MINISTRO DELLA SALUTE 
 
  Visti gli articoli 32, 117,  comma  2,  lettera  q),  e  118  della
Costituzione; 
  Visto  l'art.  168  del  Trattato  sul  funzionamento   dell'Unione
europea; 
  Visto l'art. 47-bis del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,
che attribuisce al Ministero della salute le funzioni spettanti  allo
Stato in materia di tutela della salute umana; 
  Vista la legge 23 dicembre 1978, n. 833,  recante  Istituzione  del
Servizio sanitario nazionale, e, in particolare, l'art. 32; 
  Visto l'art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112,  in
materia di conferimento di funzioni e  compiti  amministrativi  dello
Stato alle regioni e agli enti locali; 
  Visto il testo unico delle leggi  sanitarie,  approvato  con  regio
decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modifiche; 
  Visto   il   regolamento   per   la   polizia    sanitaria    della
aeronavigazione, approvato con il regio decreto  2  maggio  1940,  n.
1045; 
  Visto il regolamento sanitario internazionale 2005, adottato  dalla
58ª Assemblea mondiale della sanita' in data  23  maggio  2005  e  in
vigore dal 15 giugno 2007, che ha posto le nuove esigenze di  sanita'
pubblica in ambito transfrontaliero; 
  Vista le  circolari  della  Direzione  generale  della  prevenzione
sanitaria del Ministero della salute, prot. n. 1997  del  22  gennaio
2020 e prot. n. 2302 del 27 gennaio 2020; 
  Dato atto che, come previsto dal menzionato  regolamento  sanitario
internazionale (2005), e' stata  attivata  una  procedura  sanitaria,
gestita dagli Uffici di sanita' marittima, aerea  e  di  frontiera  -
Servizi assistenza sanitaria  personale  navigante  (USMAF-SASN)  del
Ministero della salute, per verificare l'eventuale presenza  a  bordo
degli aeromobili di casi sospetti  sintomatici  e  disporre  il  loro
eventuale  trasferimento  in  bio-contenimento,  e   che   e'   stata
rafforzata la sorveglianza dei passeggeri di voli diretti dalla  Cina
(e di ogni altro volo con segnalati casi sospetti di 2019 - nCoV); 
  Dato atto, altresi', che e' stato distribuito e  affisso  materiale
informativo   negli   aeroporti   per   informare    i    viaggiatori
internazionali,  che,  agli  aggiornamenti  inerenti   l'evento,   e'
dedicato un apposito spazio del portale del Ministero della salute  e
che e' stato potenziato il  servizio  di  informazione  al  cittadino
fornita dal numero di pubblica utilita' 1500; 
  Tenuto conto che, allo  stato,  tutti  i  passeggeri  sbarcanti  in
Italia e provenienti con volo diretto da Paesi comprendenti  aree  in
cui si e' verificata una trasmissione autoctona sostenuta  del  nuovo
Coronavirus (2019 - nCoV) sono sottoposti a  controlli  sanitari,  su
disposizioni del Ministero della salute; 
  Considerato, altresi', che, al  fine  di  assicurare  la  celerita'
delle procedure e la sicurezza delle stesse, puo'  essere  necessario
effettuare i predetti controlli sanitari sia a bordo degli aeromobili
sia  nelle  zone  dedicate,  all'uopo  individuate   dal   competente
USMAF-SASN, all'interno degli spazi aeroportuali; 
  Vista l'ordinanza ministeriale del 25 gennaio 2020, recante  Misure
profilattiche contro il nuovo Coronavirus (2019 - nCoV); 
  Preso atto  dell'evolversi  della  situazione  epidemiologica,  del
carattere particolarmente  diffusivo  dell'epidemia  e  del  notevole
incremento dei casi e decessi notificati all'Organizzazione  mondiale
della sanita' (di seguito, OMS); 
  Considerato che  le  conoscenze  sinora  acquisite  su  tale  forma
morbosa indicano la trasmissione interumana sostenuta  dell'infezione
in Cina; 
  Richiamato  l'art.  43   del   menzionato   regolamento   sanitario
internazionale  (2005),  che   non   impedisce   agli   Stati   Parti
l'implementazione di misure sanitarie,  in  accordo  con  la  propria
legislazione nazionale e  con  gli  obblighi  derivanti  dal  diritto
internazionale,  in  risposta  a  rischi  specifici  per  la  sanita'
pubblica  o  emergenze  sanitarie  di  interesse  internazionale  che
raggiungano lo stesso livello di protezione sanitaria  o  un  livello
superiore rispetto alle raccomandazioni dell'OMS; 
  Preso atto che tali misure non devono essere piu'  restrittive  del
traffico internazionale e piu' invasive o intrusive per le persone di
ragionevoli alternative in grado di raggiungere un  adeguato  livello
di protezione sanitaria e che, nel determinare se attuare  le  misure
sanitarie in questione, gli Stati  Parti  devono  basare  le  proprie
decisioni: 
    (a) su principi scientifici; 
    (b) su prove scientifiche disponibili di un rischio per la salute
o,  in  caso  tali  prove  non  siano  sufficienti,  su  informazioni
disponibili incluse quelle fornite dall'OMS e da altre organizzazioni
intergovernative e altri enti internazionali; e 
    (c) su qualsiasi consulenza o parere specifici dell'OMS; 
  Considerato  che  uno  Stato  Parte  che  attui  misure   sanitarie
aggiuntive  che  interferiscano  sostanzialmente  con   il   traffico
internazionale deve fornire all'OMS il razionale di sanita'  pubblica
e le relative informazioni scientifiche; 
  Ritenuto di dover mettere in atto ogni ulteriore utile  misura  per
prevenire,   ridurre   e   contenere   il   rischio   di   diffusione
dell'infezione  da  nuovo  Coronavirus  (2019   -   nCoV),   tra   la
popolazione, anche in considerazione delle indicazioni dell'OMS e del
Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie; 
  Valutate le soluzioni tecniche possibili per il potenziamento della
sorveglianza sanitaria necessaria, con il minor disagio e  costo  per
tutti i soggetti interessati; 
  Considerato che la  Cina  comprende  diverse  aree  in  cui  si  e'
verificata una trasmissione autoctona sostenuta del nuovo Coronavirus
(2019 - nCoV); 
  Ritenuto necessario e urgente disporre  misure  idonee  ad  evitare
l'ingresso di viaggiatori internazionali provenienti dalla Cina,  per
il periodo di tempo necessario e sufficiente a garantire un  adeguato
livello di protezione sanitaria; 
 
                                Emana 
                       la seguente ordinanza: 
 
                               Art. 1 
 
  1. Al fine di garantire un adeguato livello di protezione sanitaria
e' interdetto il traffico aereo dalla Cina, quale Paese  comprendente
aree in cui si e' verificata una trasmissione autoctona sostenuta del
nuovo Coronavirus (2019 - nCoV). 
  2. Le compagnie aeree, le societa' e gli enti, pubblici e  privati,
che gestiscono gli scali aeroportuali, sono tenuti al rispetto  della
presente ordinanza e di  ogni  misura  attuativa  adottata  dall'Ente
nazionale per l'aviazione  civile  (ENAC)  e  dalle  altre  autorita'
competenti. 

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Questo avveniva il 01.02.2020
Ora mi domando...perché far morire tante persone?

Momenti difficili ....

Siamo stati una generazione senza Guerre, alemno nei nostri confini, senza Grandi sconvolgimenti...magari una forte depressione, dettata dall'ozio del tutto.
Giovani gettati talmente nell'ignoranza da non comprendere il peso della propria esistenza.
Ed ecco, che l'esistenza o qualche famiglia dalla forte propensione al potere, ha gettato il mondo in un evento epocale.
Bhè io ci sono, e se stai leggendo oggi, anche tu ci sei.
Quello che non sò con precisione e se ci sarò anche domani...bhè domani magari si, ma dopo?
Sono oramai settimane che il Mondo intero è investito da un terrore invisibile, insidioso e aggressivo.
Molti si domandano quale sia la differenza tra questo ed un'altro! Perchè tanto clamore...per nulla.
Bhè, la facilità di contagio non ha quasi precedenti, che nel breve, brevissimo periodo avrebbe ridotto al collasso sistemi sanitari nazionali...e non.
E per chi non avesse ancora compreso, questo comporta in un sistema economico basato sul consumo ed il lavoro, il collasso integrale dell'organo stato.
Ma il Post, non voleva essere un pippone sul problema economico etc, per quello ho in mente altro.
Era per un plauso, a chi nonostante tutto, vive ancora quel senso civico, frustrato dall'inefficienza di un sistema smembrato e folle, oramai retaggio ingiallito di un tempo andato e mai più rivisto in chiave moderna.
Ma ho fiducia ancora una volta, da buon sognatore, che tutto questo abbia un risvolto positivo.
Pagato al prezzo di vite quanto una guerra, giocata questa volta con le vite dei meno giovani.
Spero tanto che il Popolo Italiano abbia memoria. E non di social network, twit o altro, ma la memoria di chi c'e' e chi invece è fuggito.
di Calciatori che guadagnano fortune, e invece medici che sacrificano tutto per salvare la vita di uno sconosciuto.
Ma quello è il loro lavoro....Già. E tu che stai facendo?
Me lo domando spesso, ...che cosa sto facendo? Posso fare di più?
Tanti fanno di più...e questo mi sprona a voler essere come loro



domenica 25 agosto 2019

Strada Sbagliata...

Ho smesso di ridere,
il lavoro, le preoccupazioni per i denaro...
il denaro
mi ha tolto il sorriso.
....
Mi sono preso del tempo per riordinare i pensieri, le idee....la mia vita.
Forse fare quel bilancio che ognuno di noi fa quando è sotto la doccia, quel momento in cui ti guardi allo specchio e fai il bilancio del tempo passato sulla pelle, in cui qualche kg in più, la pelle....e poi il sorriso, che pian piano ha lasciato il posto ad una smorfia di rabbia.
Come mi è capitato spesso....mi sono guardato bene bene allo specchio
La persona che ci ho vista dentro, non mi è piaciuta per nulla!
Così....si cambia pelle, si torna una volta tanto, indietro.
Da dove mi sono perso.
Al ricordo di una cara persona che ora non c'e' più, con la quale in un reparto di oncologia, ridevamo complici di avventure passate.
Ecco quello mi manca un sacco, non  solo lo zio Mario che nonostante ci fossimo frequentati poco, ha lasciato una cicatrice profonda con la sua perdita, ma quello spirito, goliardico e  spensierato in barba alle difficoltà.
Ho passato troppo del mio tempo recente ad apparire e non al vero esserci nel presente.
Non sempre, ma troppo spesso, ho perso il mio sguardo nella candela tremolante e seducente del "successo", dimenticandomi della finestra...che senza neppure me ne accorgessi ...è stata sbarrata.
Un Uomo che smette di sognare, non è più un Uomo.
Ho smesso di sognare per essere giusto, perfetto, nel mio ruolo.
E' sono finito ad essere una macchina di questo tempo, perfettamente allineata a ciò che ci si aspetta che io debba essere o fare...più fare che essere.
Mi accorgo, in questo lampo di luce, che meglio essere sbagliato, per tutti, ma Umano...o forse più animale in quest'era in cui le emozioni sono un limite,
mia figlia mi ha insegnato che bisogna avere la forza di guardarsi dentro.
Voglio regalarle la follia per un futuro imprevedibile piuttosto che un'abito firmato.
Che possa vivere la vita come una straordinaria avventura.
 Le garanzie ci cullano...e ci spengono.
Non ci sto.
non più.
Finché potrò vorrò trasmettere quella scintilla attorno a me.
Non mi importa quale sarà il giudizio,
il sacco dell'anima si riempie per gli errori fatti alla fine dei conti, dagli errori maturati si genera esperienza, da quest'ultima i successi.